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Chivu, la maschera è caduta: durissimo attacco del Corriere della Sera al tecnico dopo Inter Juve
Chivu, il tecnico dell’Inter, dopo i gravi fatti del big match contro la Juve, è stato attaccato duramente dal Corriere della Sera
Il post-partita di Inter-Juventus continua a sollevare un polverone che va ben oltre il risultato del campo. Attraverso le colonne del Corriere della Sera, Daniele Dallera ha lanciato un attacco frontale alla gestione comunicativa del club nerazzurro, accusando l’allenatore Cristian Chivu e il presidente Beppe Marotta di aver tradito i propri stessi principi etici in nome del risultato.
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L’analisi: dall’intelligenza all’autotrappolone
Dallera non usa giri di parole per descrivere quella che definisce una “recita da teatrino di periferia”:
- Il Miraggio della Verità: Solo 48 ore prima del match, Chivu aveva dichiarato che sarebbe stato felice di vedere un allenatore chiedere scusa per aver beneficiato di un errore arbitrale. Tuttavia, messo alla prova dal controverso rosso a Kalulu, il tecnico nerazzurro ha preferito il silenzio e la minimizzazione. «Ha battuto il record dell’ipocrisia», sentenzia Dallera.
- L’Ora del Silenzio: Il giornalista sottolinea come l’Inter ci abbia messo un’ora prima di presentarsi ai microfoni, un tempo utilizzato — secondo Dallera — per costruire con Marotta una “falsa testimonianza” volta a giustificare l’accaduto invece di ammettere il torto subito dalla Juventus.
- Mancanza di “Orecchio”: Citando Enzo Jannacci, Dallera rimprovera ai vertici interisti la mancanza di coraggio: «L’Inter sta vincendo lo scudetto con merito, non ha bisogno di aiuti, ma Chivu e Marotta non hanno avuto orecchio per fare un gesto inusuale che li avrebbe resi diversi».
La posizione sulla Juventus
Nonostante la difesa della verità, Dallera non risparmia critiche al comportamento dei bianconeri nel tunnel degli spogliatoi. Sebbene la rabbia per il torto subito sia definita “giustificata”, l’accerchiamento violento dell’arbitro e il clima da “saloon” vengono condannati fermamente: «Un altro film che va evitato».