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Caos arbitri, l’inchiesta sulla frode sportiva entra nel vivo: domani iniziano gli interrogatori. Tutti i dettagli

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Gianluca Rocchi

Caos arbitri, prosegue l’inchiesta sulla frode sportiva: domani iniziano gli interrogatori. Ecco tutti i dettagli

La Procura di Milano, sotto la guida del pm Maurizio Ascione, sta accelerando le indagini sul caso Rocchi, un’inchiesta che scuote le fondamenta del calcio italiano con la pesante ipotesi di frode sportiva. Al centro del mirino ci sono le designazioni arbitrali, che secondo l’accusa sarebbero state concordate a tavolino per favorire l’Inter. L’episodio chiave risalirebbe al 2 aprile 2025, durante il derby di Coppa Italia contro il Milan di Sergio Conceicao. Gli inquirenti sospettano che, tra le mura di San Siro, l’ex designatore abbia avuto colloqui decisivi con altri esponenti del mondo arbitrale per pilotare l’andamento della gara a favore dei nerazzurri.

Mentre il supervisore Andrea Gervasoni ha scelto di presentarsi davanti ai magistrati milanesi, Gianluca Rocchi ha optato per l’assenza su consiglio del suo legale. L’avvocato Antonio D’Avirro ha motivato la scelta spiegando: «Una decisione mia, lui voleva presentarsi», aggiungendo che, senza la conoscenza del fascicolo delle indagini, non è possibile svolgere efficacemente il mandato difensivo. Tra i cinque indagati figurano anche Nasca, Di Vuolo e Paterna. Nel frattempo, il presidente dell’AIAC Renzo Ulivieri ha lodato la scelta di Rocchi di farsi da parte: «Ha seguito un principio morale», sottolineando come il tecnico abbia fatto bene a ritirarsi in attesa del giudizio.

Caos arbitri, il giallo del codice VAR e le ombre inquietanti di Lissone

Il clima si fa sempre più rovente a causa delle rivelazioni sulla sala VAR di Lissone. Alcuni testimoni illustri, tra cui l’ex fischietto Eugenio Abbattista, hanno parlato apertamente di una «sensazione di schifo» avvertita all’interno del sistema. Indiscrezioni inquietanti suggeriscono l’esistenza di un vero e proprio codice di segni a Lissone, utilizzato per inviare suggerimenti solo agli «amici» di Rocchi per favorire determinati club o spingere carriere specifiche. Chi non si piegava a questo presunto metodo veniva sistematicamente esautorato, un quadro che, se confermato, getterebbe un’ombra sinistra sull’integrità dell’intero sistema calcistico.

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