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Braida: «Sono due gli obiettivi del Milan per il vero salto di qualità»

Alessandro Sgamma

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Ariedo Braida

Braida ha parlato alla Gazzetta dello Sport in vista del derby di Milano, lui che ne ha visti tanti soprattutto da direttore sportivo Milan

Braida ha parlato alla Gazzetta dello Sport in vista del derby di Milano, lui che ne ha visti tanti soprattutto da direttore sportivo Milan.

L’ARRIVO DI IBRA- «L’arrivo di Ibrahimovic ha dato una scossa elettrica all’ambiente. Zlatan è un trascinatore, con il suo modo di fare, carica tutti e i giovani ne hanno tratto beneficio. Così la crescita è stata veloce. La base è già buona, c’è un bel mix. Ma per il salto di qualità definitivo occorrono due innesti di esperienza, almeno uno in difesa, per dare ancor più convinzione e consapevolezza nello spogliatoio​».

SU THEO HERNANDEZ- «Theo Hernandez mi ricorda Serginho, quando parte sulla fascia è impossibile fermarlo. È migliorato molto anche Calhanoglu. Così come Leao, deve solo trovare più continuità, ma è sulla strada giusta. E ciò vale anche per Calabria e il norvegese Hauge».

SU TONALI- «Tonali ha bisogno ancora di tempo. A Brescia mi aveva impressionato, al Milan forse gli pesa la maglia. Ma va aspettato. A riguardo io faccio sempre l’esempio di Bruno Fernandes. In Serie A era passato da Sampdoria e Udinese senza squilli, è dovuto tornare in Portogallo per ritrovarsi. E guardatelo adesso: è la stella del Manchester United».

SU DONNARUMMA- «È uno dei migliori portieri al mondo. Non entro nel merito del rinnovo, ma il Milan per pensare in grande deve puntare su di lui. Mi piace molto anche Tomori, non importa quanto costa il suo riscatto dal Chelsea: va valutato bene nei prossimi mesi. Diceva bene Ramaccioni: “Puoi sbagliare un acquisto, ma guai a lasciar andar via un giocatore che vale».

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