Bonucci, bordata di fischi in arrivo da San Siro

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Leonardo Bonucci per la prima volta torna a San Siro da avversario. Previsti fischi per il giocatore, intanto Gattuso…

Il ritorno di Leonardo Bonucci alla Juventus è stata un’altra macchia nella carriera del difensore. Arrivato a Milanello nell’estate 2017 con tanto rancore verso Massimiliano Allegri e verso la dirigenza bianconera, il numero 19 (rubato a Frank Kessie) si è impossessato della fascia di capitano con l’obiettivo di diventare una bandiera rossonera. Ma si sa, ci sono bandiere che sventolano dove soffia il vento e il giocatore ad un anno di distanza è ritornato nell’ “odiata” Juventus e al servizio dell’ “odiato” Allegri. Al Milan hanno fatto a meno della sua presenza con tanto di miglioramenti a livello di squadra e di armonia nello spogliatoio. Niente più prime donne, niente più giocatori che spostano (o, almeno, avrebbe dovuto spostare) gli equilibri.

Domani sera sono previste bordate di fischi per il difensore juventino. San Siro non perdonerà il tradimento al giocatore che per un’intera stagione si era esposto mediaticamente come se fosse diventato l’erede di Baresi e Maldini. Una frangia della tifoseria rossonera lo accoglierà nell’indifferenza, ma di certo non mancheranno contestazioni e cori contro l’ex capitano.

Dall’altra parte, invece, Bonucci riceverà uno smacco forse ancora più clamoroso. Gennaro Gattuso, infatti, in conferenza stampa ha avuto parole rispettose ed eleganti per l’ex rossonero: «È stato un giocatore che ci ha dato tanto a livello di professionalità, tecnico, tattico ed umano. Ci ha lasciato molto. Se oggi ho fatto qualche miglioramento, tanti meriti sono anche suoi. Quando sbroccavo, mi è sempre stato vicino. Un vero valore aggiunto. Per tutti noi».

Insomma, ancora una volta Ringhio dimostra la propria signorilità nei confronti anche di persone che non lo meriterebbero. Nessuno al Milan ha mai messo in dubbio le doti umane che hanno permesso a Gattuso di diventare (lui sì veramente) una bandiera e un simbolo del milanismo. Avrà sicuramente delle lacune da tecnico, ma nulla gli si può imputare dal punto di vista umano e lavorativo. Lo stesso allenatore rossonero ha chiuso cosiì il cas Bonucci lasciando la parola al campo: «Posso solo parlare bene di Leo, poi nella vita ci sono tante situazioni ed è difficile giudicare. Sono stato il primo a convincerlo a rimanere, ma ci sono figli, vita privata e tutto va rispettato. Per me è stato un onore allenarlo, spero che domani gli venga riconosciuto tutto questo. Ma io ho il mio pensiero e l’ho detto».

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