Amorim post Milan Inter: «Sono orgoglioso dei miei giocatori. Scudetto? Non so quando, ma dobbiamo essere onesti»
HANNO DETTO

Amorim post Milan Inter: «Sono orgoglioso dei miei giocatori. Scudetto? Non so quando, ma dobbiamo essere onesti»

Amorim analizza ai microfoni di Sky Sport 24 il successo per 3-2 contro i nerazzurri nel suo primo Derby della Madonnina: dalla prestazione dei singoli alla scelta della difesa, passando per le ambizioni tricolori e il percorso di crescita del nuovo Milan

Ruben Amorim si gode il successo nel suo primo Derby della Madonnina. Il Milan supera l’Inter per 3-2 e conquista una vittoria pesantissima, riscattando anche la delusione per la sconfitta contro il Bologna. Al termine della stracittadina, l’allenatore portoghese è intervenuto ai microfoni di Sky Sport 24, commentando la prestazione dei rossoneri e soffermandosi su diversi aspetti della partita. Dalle scelte tattiche alla prova dei singoli, fino alle ambizioni di scudetto, ecco tutte le sue dichiarazioni.

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

Quanto pesa questo successo nel percorso stagionale del Milan?

«È importante, l’ambiente e l’atmosfera sono fantastici, si capisce ovviamente dopo una partita del genere e soprattutto dopo un mercoledì così. È chiaro, ancora di più dopo la sconfitta contro il Bologna, volevamo festeggiare ancora di più. Sono davvero orgoglioso per quello che hanno fatto i miei giocatori e, con così poco riposo tra le varie partite e soprattutto ancora una volta dopo Bologna, hanno lottato davvero per tutta la partita. Sono davvero orgoglioso».

Ti aspettavi una prestazione così convincente? Cosa ti ha trasmesso la squadra durante la partita?

«Cerco di leggere e di interpretare ciò che mi dice la squadra: sin dal primo minuto ho avuto la sensazione che eravamo pronti a essere competitivi. La squadra è sempre stata concentrata, calma, e quindi ho avuto sempre questa fiducia».

Quanto hanno inciso giocatori come Modric, Rabiot e Pulisic nella crescita di questo Milan?

«Non sono solo quei tre giocatori, penso che sia tutto l’ambiente, la concentrazione della squadra. Mi piace il modo in cui tutti giocano e si esprimono. Vorrei per esempio parlare un pochino di Pavlović e De Vrij, hanno giocato tutte le partite per il modo in cui sono scesi in campo, soprattutto contro una squadra così forte anche in area, e poi ovviamente giocatori come Rabiot, Pulisic, Moreira… tutti hanno fatto molto bene. Tutti insieme siamo stati, devo dire, una squadra migliore»,

Come mai hai deciso di schierare Gila sulla destra e De Winter al centro della difesa?

«Guardando anche le statistiche dell’Inter, non sapevamo se Dimarco avrebbe giocato. Giocano e crossano molto dalle fasce e vengono molto a fare densità in area, quindi penso che per i cross Pavlović e De Winter siano i migliori. Questa è l’idea, mettere le giuste caratteristiche dei nostri difensori rispetto ai loro attaccanti e tutti possono giocare in ruoli leggermente diversi della difesa».

Qual è stata la chiave tattica per contenere l’Inter soprattutto nella seconda frazione?

«Penso che le linee fossero più vicine, si è visto per tutta la partita in termini di pressione alta o di blocco basso. Le linee erano sempre vicine e quindi le distanze erano più corte, il che ovviamente ha consentito anche di correre meno e di essere sempre più freschi durante la partita. Siamo stati molto aggressivi sulle catene esterne, abbiamo intercettato molti cross prima che partissero e questo è molto difficile contro una squadra come l’Inter. Abbiamo difeso bene pressando alto, ma abbiamo anche difeso bene sui lati del campo. Siamo stati più aggressivi rispetto a quanto siamo di solito».

Il Milan può davvero puntare alla conquista dello scudetto?

«Quello che diceva Cardinale è che l’obiettivo è sì lo scudetto, ma è importante poi vincere queste partite per far capire ai tifosi che le cose non cambieranno in un mese, due mesi o un anno. Dobbiamo affrontare questo percorso: non è che puoi prendere un allenatore, cambiare tutti i giocatori e avere una nuova rosa per ogni nuovo allenatore; per fare questo serve tempo. Poi avremo bisogno di notti e serate magiche, ovviamente anche di passare attraverso le difficoltà come quella di mercoledì e la gioia di questa sera. Voglio dire che la situazione non cambierà dall’oggi al domani, non è possibile. Lo scudetto è possibile? Non lo so quando, ma dobbiamo essere comunque molto onesti con i tifosi, e so che le persone non sono stupide, le persone capiscono e sanno in che momento di crescita è questa squadra e questo club».

Amorim a DAZN

Quali aspetti della prestazione ti hanno dato maggiore soddisfazione?

«Sono felice di molte cose. Credo che abbiamo iniziato molto bene, poi loro sono molto forti sui piazzati. Abbiamo concesso un gol ma non è cambiato come abbiamo approcciato la partita, è un miglioramento rispetto ad altre partite. Nel secondo tempo siamo stati bravi nel possesso. Luka Modric ci ha aiutato molto, ma non solo lui. È stata una bella partita, non straordinaria. Ma è stata una notte fantastica per i nostri tifosi: dopo il Bologna serviva una vittoria per voltare pagina».

Quanto è stata importante la gestione delle energie e delle caratteristiche dei tuoi giocatori?

«È stata una partita completamente diversa rispetto al Bologna, con un approccio completamente differente. In questi due giorni ho sentito che la squadra fosse arrabbiata, ma anche concentrata sulla partita. E bisogna essere onesti: Gila, Moreira e Rabiot hanno fatto una differenza enorme. Dobbiamo capire che non si tratta solo di qualità, ma soprattutto di come le loro caratteristiche siano perfette per come stiamo provando a giocare in questi mesi. È stata una bella serata, anzi, io addirittura sto pensando a cosa avrei potuto fare meglio col Bologna… Da domani si pensa alla prossima».

Che sensazioni ti ha lasciato il tuo primo Derby della Madonnina?

«L’atmosfera è stata incredibile, non ho mai vissuto una cosa del genere. Puoi sentire veramente la passione, è totalmente diverso rispetto ad ogni altro derby che ho giocato. Sono felice per i giocatori, era importante affinché i tifosi prendessero un po’ più di fiducia nel progetto. Avremo altre notti di questo tipo, ma anche serate come quelle contro il Bologna. Fa parte del processo. È un bene vincere queste partite per far capire ai tifosi che sarà così nel percorso, ma è un cambiamento che avrà bisogno di tempo. È impossibile cambiare tutto in un giorno. Ma sono davvero molto felice, più per i miei giocatori perché sono davvero orgoglioso di loro che per me, perché sto pensando già alla prossima».

Dove può arrivare questo Milan? E come vivi il ruolo di wingman di Cardinale nel paragone con Top Gun?

«Penso che saremo una squadra forte, ma ci vorrà tempo. L’obiettivo, come ha detto Cardinale, è sempre di vincere lo scudetto. E dobbiamo essere onesti: sarà dura riuscirci già al primo anno. Ma ci batteremo in ogni partita. A Milanello il nostro obiettivo è di tornare a vincere lo scudetto. Top Gun è davvero un gran film, ma nel primo il wingman muore… (ride, ndr). Proverò a concentrarmi di più sul secondo capitolo».

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

×