Chivu post Milan Inter: «Bonny per due giorni ha avuto vomito e febbre. L'approccio è stato sbagliato, ma non tutto è da buttare»
HANNO DETTO

Chivu post Milan Inter: «Bonny per due giorni ha avuto vomito e febbre. L’approccio è stato sbagliato, ma non tutto è da buttare»

Chivu al termine del derby vinto 3-1 dal Milan di Ruben Amorim ha rilasciato alcune dichiarazioni prima a DAZN poi a Sky Sport

Cristian Chivu ha rilasciato queste dichiarazioni al termine del derby:

ANALISI – «L’approccio è stato sbagliato, bisogna ammetterlo, però non è tutto da buttare. Abbiamo avuto una reazione, abbiamo creato, siamo riusciti a rientrare in partita col 2 a 1. Prima dell’intervallo si poteva evitare di regalare un altro gol a loro. Dovevamo aggiungere qualcosa in più dal punto di vista dell’attenzione, ci dispiace per la partita persa e per quelle che erano le nostre aspettative. Ma dobbiamo anche apprezzare le cose buone che abbiamo fatto».

LE DIFFICOLTA’ DEL SECONDO TEMPO – «Abbiamo cercato di fare di necessità virtù, visto le condizioni di alcuni giocatori che in questi giorni hanno avuto un virus intestinale. L’abbiamo preparata sull’attacco alla profondità con Marcus e Andy, poi sul 3 a 1, consapevoli che non potevamo aggiungere più di tanto… Bonny ci ha dato disponibilità alle 16:30, per due giorni ha vomitato e ha avuto la febbre a 39. Provedel era a casa con le stesse condizioni, Pio ha avuto tutti questi giorni gli stessi problemi. Siamo stati costretti a trovare soluzioni con quello che avevamo. Poi negli ultimi 10 minuti abbiamo deciso di mettere in campo Pio e Bonny consapevoli che non erano al 100%».

STRISCIA NEGATIVA RECORD NEI DERBY – «L’Inter sono due anni che non vince un derby. Dobbiamo trovare qualche soluzione, magari quell’atteggiamento e quell’attenzione nel fare le cose meglio. Purtroppo in questo momento non siamo in grado. Ma non è tutto da buttare, non ci deve abbattere una partita del genere. Dobbiamo guardarci allo specchio, compreso me, perché rispetto allo scorso anno c’è qualcosa che manca».

PRIMA SCONFITTA – «Credo che l’anno scorso dopo 10 giornate avevamo qualche punto in meno, le cose non erano rosee nemmeno l’anno scorso. Oggi parliamo di una sola sconfitta e di 25 punti. Non guardo mai al passato, non cerco scuse, ma bisogna ammetterlo e bisogna ammettere che qualcosa non funziona dal punto di vista dell’approccio alle partite e alla cattiveria quando si va sotto. Non è tutto da buttare. Abbiamo due partite importanti, martedì la prima in Champions col Feyenoord, per poi preparare l’ultimo prima della sosta col Como».

Queste, invece, le sue parole a Sky Sport.

COSA BRUCIA PIU’ DEL RESTO? – «Fa male perdere un derby dove le aspettative erano alte, da parte nostra e di tutti. Per quello che è la stagione, per quello che dobbiamo difendere. Ma vista l’emergenza avuta negli ultimi due giorni abbiamo improvvisato: abbiamo cercato di recuperare qualcuno che ci ha dato la disponibilità. Abbiamo avuto un approccio sbagliato, lo abbiamo regalato. Non è tutto da buttare perché abbiamo reagito e potevamo pareggiarla se non fosse stato per la parata di Maignan. E di nuovo prima dell’intervallo abbiamo regalato il terzo gol. Quindi ci dispiace. Ci aspettavamo di far meglio, di riuscire a fare qualcosa di più rispetto a quanto abbiamo fatto. Dobbiamo migliorare su approcci, atteggiamento e determinazione che in alcuni momenti ci manca. E voltare subito pagina perché abbiamo tra tre giorni una partita altrettanto importante».

LE DIFFICOLTA’ COL SISTEMA AD UNA PUNTA – «Siamo stati costretti a cambiare. Esposito non è stato bene in questi giorni. Bonny fino alle quattro e mezza aveva la febbre e ha vomitato tutta la notte. Abbiamo dovuto improvvisare con la convinzione che fosse la cosa giusta. Due giocatori tra le linee con due esterni veloci e Diouf che girava attorno e doveva attaccare lo spazio sembrava la migliore soluzione. Ci siamo dovuti adattare all’emergenza. Purtroppo così non è andata bene. Ma non butterei tutto. Abbiamo messo in difficoltà il Milan nel primo tempo quando abbiamo aumentato i giri e le giocate giuste. Le colpe ce l’abbiamo sull’atteggiamento, per la leggerezza quando difendiamo: dobbiamo ritrovare la cattiveria che avevamo in più l’anno scorso».

L’INTER NON RIESCE PIU’ AD ESSERE DOMINANTE COME PRIMA? – «Non è mai semplice giocare ogni tre giorni. O fare una stagione con la fame e la determinazione giusta dopo che hai vinto. Dobbiamo ritrovare umiltà e piedi per terra. Fare le cose con più intensità, attenzione, determinazione. A partire dagli approcci e sui momenti di una gara. Non è tutto da buttare. A volte ci specchiamo sul passato e quello che abbiamo fatto e su quello che siamo. Si dà per scontato certe situazioni e dobbiamo alzare l’attenzione e migliorare l’atteggiamento. Dobbiamo trovare poi consistenza in tutto quello che si fa».

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