Domani a San Siro il Milan ospita il Bologna per la 9a giornata di Serie A: l’identikit della squadra di Palladino, tra stile di gioco e uomini chiave
Manca sempre meno al fischio d’inizio della sfida valida per la 9ª giornata di Serie A tra Milan e Bologna a San Siro. Si tratta di un appuntamento fondamentale per la squadra di Ruben Amorim, rientrata prepotentemente nella corsa UEFA Champions League fino all’attuale quarto posto a quota 14 punti (al pari della Roma) e a soli 4 punti dall’Inter capolista, con lo scontro diretto stracittadino ormai alle porte.
Prima del derby, tuttavia, i rossoneri dovranno superare l’ostacolo emiliano in questo turno infrasettimanale. Un match che il Diavolo si appresta ad affrontare in piena emergenza per via di assenze pesantissime come quelle di Mario Gila, Diego Moreira e Adrien Rabiot, ma nel quale sarà severamente vietato commettere passi falsi.
La cura Palladino e l’identità tattica del Bologna
Nella gara di domani il Milan incrocerà un avversario in forte crescita. Dopo l’avvio di stagione travagliato sotto la guida di Domenico Tedesco – caratterizzato da soli 2 punti nelle prime 5 uscite e da un precampionato da dimenticare – , Raffaele Palladino ha saputo ridare un’identità precisa ai rossoblù. Con un rullino di marcia fatto di 2 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta, l’allenatore ha guidato la squadra fino al 13° posto in classifica.
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Reduce dal successo esterno per 0-2 contro il Cagliari, il Bologna ha conquistato i tre punti nelle ultime 2 trasferte e a San Siro proverà a confermarsi con la forza del suo 3-4-3. Un modulo sempre più protagonista nel panorama della Serie A, che Palladino interpreta con una costruzione rapida a due tocchi, esterni a tutta fascia aggressivi in fase offensiva e un pressing uomo su uomo a tutto campo che non lascia respiro, ricalcando l’impostazione del suo mentore Gian Piero Gasperini. I felsinei non fanno del possesso palla il loro dogma (media del 47.8%), ma stanno lavorando per registrare la fase difensiva, che registra attualmente 1.3 gol subiti a partita.
I pericoli per i rossoneri: la catena di sinistra e gli ex di turno
Tra i fattori principali a cui la retroguardia di Amorim dovrà prestare massima attenzione c’è Juan Miranda. L’esterno spagnolo sta sfornando prestazioni di alto livello, risultando spesso decisivo grazie al suo mancino delicato sui calci piazzati (corner e punizioni dalla distanza dai quali nascono traiettorie velenose), come dimostrano i 3 assist messi a segno in stagione. Sulla corsia mancina, l’intesa con Nicolò Cambiaghi – sempre abile nell’uno contro uno – garantisce al Bologna una catena laterale di grande imprevedibilità.
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Data la defezione di Riccardo Orsolini, non andrà sottovalutata l’esperienza di Federico Bernardeschi sul lato opposto, attuale miglior marcatore dei suoi con 2 reti. In difesa, il terzetto composto da Arthur Theate, Matteo Darmian e Nicolò Casale sta garantendo nuova solidità a un reparto apparso fragile a inizio annata. Fari puntati anche sul grande ex della partita, Tommaso Pobega, riscattato dal Bologna lo scorso luglio per circa 7 milioni di euro e già leader del centrocampo di Palladino a suon di gol e prestazioni.
In attacco, oltre a quella di Orsolini, pesa l’assenza di Roberto Piccoli: contro il Milan toccherà a Jens Odgaard guidare il reparto offensivo come prima punta titolare.
Un banco di prova cruciale prima del derby
Per il Milan la sfida di San Siro rappresenta un vero e proprio test di maturità tattica e mentale. Riuscire a scardinare l’organizzazione difensiva del Bologna pur dovendo fare i conti con le tante assenze permetterebbe a Ruben Amorim di blindare la zona Champions e di presentarsi al derby contro l’Inter nelle migliori condizioni di classifica e morale.