HANNO DETTO
Pastore e il caso André: «Il Milan vive tra sussurri e diversità di vedute»
Pastore discute delle difficoltà gestionali in casa Milan, utilizzando come spunto la trattativa in corso con il Corinthians per André
L’analisi di Giuseppe Pastore ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, delinea un quadro inquietante per il futuro del Milan. Al centro delle critiche finisce l’operazione legata ad André, giovane talento rossonero, definita come l’ennesimo pasticcio gestionale. Secondo l’opinionista, le recenti dichiarazioni di Igli Tare, direttore sportivo di lungo corso, e di Massimiliano Allegri sulla necessità di fare gruppo nascondono crepe profonde e diversità di vedute in società. Pastore sottolinea come il tecnico sia arrivato a un plateau qualitativo che rischia di trascinare la squadra in una spirale negativa simile a quella del Napoli post-scudetto, suggerendo una provocatoria discussione sulla guida tecnica per migliorare una proposta di gioco apparsa troppo modesta.
Le dichiarazioni di Giuseppe Pastore
SOCIETÀ – «C’è un discorso da fare sul Milan, e parto da due dichiarazioni molto simili fatte da Tare ed Allegri nell’arco di poche ore. Tutti e due hanno detto che è importante lavorare insieme, di gruppo, per alzare il livello. Cosa scontata, fin troppo ovvia. Tutte le squadre che funzionano lavorano così. Se però i due dirigenti più importanti tecnici del Milan, ovvero l’allenatore e il direttore sportivo, ci tengono a sottolinearlo nel giro di poche ore vuol dire che questa cosa forse è un tema».
CASO ANDRÉ – «Anche l’operazione André è il solito pasticcio come quelli che si sono visti anche in altre sessioni. E queste sono questioni che attraversano la vita del Milan quasi regolarmente ormai che mi fanno pensare che ci sono diversità di vedute in società. Basta anche un pò leggere tra le righe di diversi articoli ed indiscrezioni, cose che nel nostro ambiente non vengono mai dette per caso. Ci sono un po’ si sussurri che vengono fatti filtrare apposta…sono cose che al Milan, devo dire, sono oramai prassi».
ALLEGRI – «Non si può limitare il giudizio sulla stagione del Milan, ottima, soltanto al secondo posto. Il rischio è che visto che il Milan ha gli stessi punti del Napoli dello scorso anno dopo 27 giornate, il rischio è che una proposta modesta come quella del Napoli dello scorso anno, si trasforma in una stagione faticosa l’anno dopo. Il Milan continua a fare passi indietro, anche perché la sensazione è che Allegri sia arrivato ad una specie di plateau, cioè quello è e quello sarà. Difficilmente farà peggio o meglio, che è quello al quale il Milan dovrà tendere. Quindi io faccio questa provocazione: nella discussione generale, non succederà, perché questa dirigenza non ha un respiro così ampio per discuterun allenatore come Allegri, ma proverei a fare un discorso volto a una proposta di gioco migliore».