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Tiribocchi sulla corsa Scudetto: «Tutto dipenderà dal derby. Il rinnovo di Maignan manda un messaggio importante per il Milan»

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Tiribocchi, intervistato a CalcioNews24, parla così della corsa Scudetto e del momento che vivono Inter e Milan

Intervenuto in esclusiva ai microfoni di Calcionews24Simone Tiribocchi, ex attaccante e noto opinionista, ha analizzato la corsa scudetto in Serie A e parlato del momento di Inter e Milan. Ecco, di seguito, un estratto delle sue dichiarazioni.

Partiamo da un’analisi generale del campionato di Serie A. Quando mancano 15 giornate alla fine l’Inter è prima con cinque punti di vantaggio sul Milan secondo. Credi che la lotta scudetto sia già indirizzata?

«Credo che molto dipenderà dal derby che se non sbaglio è in programma l’8 marzo. Lì si deciderà tanto perché comunque il campionato è nella fase più importante e prendere dei punti di vantaggio adesso permetterebbe ad una grande squadra come l’Inter di gestire i diversi impegni. Non credo che Juventus e Napoli possano rientrare nel discorso scudetto quindi l’unica che lo tiene in piedi è il Milan».

Proprio sulla corsa scudetto è aperto il tema relativo al fatto che il Milan sia avvantaggiato dalle tante gare in meno in calendario rispetto all’Inter. Come ti poni rispetto a questo discorso?

«Allora, i grandi campioni vogliono giocare le partite, non fare gli allenamenti. Quindi in questo senso sicuramente fare partite, specie quelle di Champions o le fasi finali della Coppa Italia, è l’ambizione di tutti perchè ti danno adrenalina, ti tengono vivo rispetto al semplice allenamento. Naturalmente per gli infortuni giocare tante partite comporta un rischio più elevato. L’Inter sta facendo delle rotazioni importantissime, anche ieri sera in Coppa Italia ha fatto giocare tanti calciatori che avevano giocato meno e questo è sicuramente un qualcosa di importante che sta facendo Chivu. Intanto li tiene tutti sulla corda e poi crede realmente nel turnover a differenza di tanti altri che non l’hanno fatto o per rose ritenute da loro non adeguate o perchè si fidano solo dei primi 15. Quindi dal punto vista degli infortuni quello che dice Conte può essere vero ma io la penso come Allegri che dice che più si gioca e meglio è. Serve a diventare più forti anche confrontandosi con altre realtà. E’ l’ambizione dei grandi giocatori».

Passando al Milan, si è appena conclusa una sessione di mercato invernale che ha visto l’arrivo di Fullkrug e il rinnovo di Maignan. Come commenti le due operazioni?

«Rinnovare Maignan fa pensare che alla base ci sia un progetto importante del Milan che in passato aveva già perso Donnarumma con le stesse modalità. Perdere il francese sarebbe stato un secondo duro colpo in un ruolo decisivo. Come ha detto Gasperini poco tempo fa, il portiere forte ti porta almeno 8-10 punti e sono tanti se vuoi giocarti la Champions e lo scudetto. Quindi credo che sia un rinnovo importante che dà un segnale a tutto l’ambiente e che ci sia un progetto solido con Allegri e Tare e a lunga scadenza. Per quanto riguarda Fullkrug, il tedesco è un giocatore che ha caratteristiche completamente diverse da quelle che avevano gli altri attaccanti del Milan. E’ un giocatore che va a riempire l’area di rigore riempiendo il vuoto lasciato da Santiago Gimenez. Leao, Pulisic e Nkunku sono giocatori molto forti ma negli spazi e lontano dall’area di rigore quindi Fullkrug è quel giocatore che ti fa giocare anche bene ma che è determinante negli ultimi 16 metri. Ottimo acquisto. Non avrei invece capito l’eventuale arrivo di Mateta anche se effettivamente si era creata l’occasione. Al Milan dopo Fullkrug per me serviva un difensore perchè se è vero che De Winter ora è in crescita ma un altro serviva».

A differenza del Milan l’Inter non è intervenuta nonostante Chivu avesse fatto presente l’esigenza di un’alternativa a Dumfries. Credi che l’Inter possa sopperire a questa mancanza e cosa pensi del pensiero abbastanza comune per il quale ai nerazzurri manchi un calciatore di spunto e dribbling?

«Sono due discorsi differenti. L’Inter per me può arrivare tranquillamente a fine stagione con questa rosa perchè insieme al Napoli è la più competitiva in Italia. Lo era anche gli anni passati anche se ha vinto un solo scudetto con Inzaghi. Per quanto riguarda Perisic, per me era stato cercato proprio per quello che si dice, e che penso anche io: non c’è quel giocatore che crea superiorità, che cambia la partita, che ha l’uno contro uno sugli esterni e fare la differenza. Ai nerazzurri manca questo giocatore perchè è stata costruita in un’altra maniera anche se Diouf può avercele. Deve un pò crescere ma ci si può lavorare. L’Inter per me ha fatto una cosa intelligente: non ha speso tanto per spendere. Nel mercato di gennaio è giusto acquistare solo se puoi prendere giocatori in grado di fare la differenza da subito. Hanno provato con Cancelo ma perchè conosceva l’ambiente. Ora è rientrato Darmian, tra un mese magari rientra Dumfries che comunque ora sta mancando e si tira dritto fino alla fine per poi spendere di più in estate. Credo che Chivu e la società siano nella stessa lunghezza d’onda».

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