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Editoriali

Roma Milan, un punto di marmo all’Olimpico: il Diavolo guarda all’isola felice della Champions League senza utopiche ossessioni scudetto

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Roma Milan, il pareggio dei rossoneri all’Olimpico, visto dai più come un mezzo passo falso, è vitale per quello che resta il reale obiettivo del Diavolo

Il fischio finale di Roma-Milan sancisce una verità che molti, tra tifosi e opinionisti, sembrano voler ignorare: il pareggio per 1-1 conquistato all’Olimpico nella 22esima giornata di Serie A è un punto di una pesantezza specifica enorme. In una serata dove la tensione si tagliava con il coltello, il gol di De Winter e la risposta su rigore di Pellegrini hanno disegnato un equilibrio che, per il Milan di Massimiliano Allegri, profuma di pragmatismo e visione a lungo termine. Eppure, basta un giro sui social o un ascolto distratto ai bar sport per percepire un’aria di insoddisfazione che sfiora l’assurdo.


Roma Milan, la trappola dell’ossessione: l’Inter non è il nostro campionato

È giunto il momento di dirlo chiaramente: l’ossessione collettiva per il percorso dell’Inter è ingiusta e, sportivamente parlando, fuorviante. Mentre i nerazzurri viaggiano a ritmi altissimi, il Milan ha il dovere di guardare solo ed esclusivamente al proprio cruscotto. Veniamo da una stagione chiusa con un amaro ottavo posto, un piazzamento che ha ferito il prestigio del club e, soprattutto, le sue casse.

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In questo contesto, pretendere che Allegri debba per forza rispondere colpo su colpo ai cugini è un errore di prospettiva. L’unica cosa che conta, l’unico vero “Scudetto” per la pianificazione futura, è entrare nelle prime quattro posizioni. La qualificazione alla Champions League è vitale, un obiettivo imprescindibile per garantire la sostenibilità economica e la crescita tecnica del progetto avviato da RedBird e Igli Tare. Senza l’Europa che conta, ogni sogno di mercato per l’estate 2026 diventerebbe una chimera.

L’infermeria e il fattore “nutrienti”

Guardando al campo, non si può ignorare la gestione di Allegri. Il Mister sta facendo i conti con una situazione offensiva complessa: i suoi quattro attaccanti principali — Leao, Nkunku, Pulisic e Fullkrug — non sono ancora al top della condizione. Leao e Nkunku faticano a incidere per novanta minuti, Pulisic è alla ricerca del primo squillo del 2026 e Fullkrug sta stringendo i denti nonostante un dito rotto.

Nonostante queste difficoltà, il Milan è lì, secondo in solitaria a quota 47 punti, mantenendo una striscia di imbattibilità che dura da 21 partite. È una solidità che squadre molto più attrezzate, almeno sulla carta, sognano di avere. Guardate il Napoli: la crisi degli azzurri è profonda, con 24 infortuni stagionali e una difficoltà terribile nel seguire il passo delle grandi, culminata nel pesante KO contro la Juventus. Mentre altri affondano sotto il peso delle aspettative, il Milan di Allegri incassa e porta a casa “buoni nutrienti”.

La matematica del traguardo: -27 punti

L’analisi di Allegri è lucida: “Usciamo con fiducia, perdere sarebbe stata una beffa”. Il pareggio all’Olimpico, contro una Roma trasformata dalla cura Gasperini e trascinata dal duo Malen-Dybala, è un tassello fondamentale nel puzzle della stagione.

Il calcolo è semplice: mancano circa 27 punti all’obiettivo finale, quel quarto posto che blinderebbe il futuro del club. Ogni punto conquistato fuori casa contro una diretta concorrente è un passo in più verso l’isola felice della Champions. Non è il momento della poesia, è il momento della prosa solida e concreta. Il Milan deve essere un maratoneta che non si cura di chi gli corre a fianco, ma fissa solo il nastro del traguardo.

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