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Rocchi si difende: «Ho sempre agito con correttezza, fiducia piena nella magistratura»

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Rocchi, designatore degli arbitri, si è difeso con dichiarazioni importanti dopo la notifica di un avviso di garanzia nella giornata di oggi

Il mondo del calcio è stato scosso da un nuovo terremoto: la notifica di un avviso di garanzia per concorso in frode sportiva indirizzato a Gianluca Rocchi. Il designatore degli arbitri di Serie A e B, nonostante il clamore, ha reagito con assoluta compostezza, proclamando la propria totale estraneità alle accuse e ricordando come la giustizia sportiva si sia già espressa in suo favore. «Ho agito sempre correttamente e nutro piena fiducia nel lavoro degli inquirenti», ha dichiarato il dirigente fiorentino tramite l’agenzia Ansa. L’inchiesta della magistratura ordinaria punta i riflettori sulla gestione della sala VAR in due match cruciali: Udinese-Parma e Inter-Verona.

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Rocchi e il declino del fischietto: un’annata nera

L’indagine arriva al culmine di una stagione sportiva definita da molti come fallimentare per l’intera classe arbitrale:

  • Record e Critiche: Rocchi, in carica dal luglio 2021 e terzo arbitro per presenze nella storia della Serie A (263 direzioni), si trova a gestire un momento di crisi tecnica senza precedenti.
  • Contratto in Bilico: Con l’accordo in scadenza a giugno 2026, il designatore è stato bersagliato dalle proteste dei club per i continui errori sui campi. Recentemente aveva sfidato i critici dichiarandosi pronto a lasciare l’incarico se fosse venuta meno la fiducia nella buona fede dei suoi uomini.
  • Riforma Congelata: Il progetto ispirato al modello inglese della Pgmol, che prevedeva la creazione di una società di diritto privato per arbitri professionisti svincolata dall’AIA, è attualmente in stallo. Il piano puntava a superare le logiche territoriali ed elettorali attraverso contratti di lavoro autonomo e tutele moderne (TFR e contributi), ma il caos in FIGC e le nuove nubi giudiziarie hanno bloccato ogni tentativo di ammodernamento.

Mentre le squadre si preparano ai verdetti del campo nel 2027, il sistema arbitrale italiano resta sospeso tra il desiderio di una rivoluzione professionale e il peso di un’inchiesta che rischia di travolgerne i vertici proprio nel momento di massima fragilità.

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