Milan-Napoli, niente razzismo ma scoppia (l’inutile) polemica

Koulibaly Kessié
© foto www.imagephotoagency.it

Milan-Napoli. gara di campionato, è stata una vittoria sul razzismo: i rossoneri però hanno comunque dovuto pagare una multa

Lo scorso sabato si è disputata un’attesissima gara di campionato, stiamo parlando di Milan-Napoli. Sul match erano altissime non solo le aspettative sportive, ma anche e soprattutto le attenzioni mediatiche dopo il triste Santo Stefano di calcio tra Inter e lo stesso club partenopeo, che ha visto rendersi protagonista la tifoseria nerazzurra con dei beceri cori razzisti nei confronti di Koulibaly. L’obiettivo quindi per la partita di settimana scorsa era quello di evitare categoricamente una riproposta di questo accaduto. La missione è stata perfettamente compiuta: Milan-Napoli è stata una partita corretta, sia in campo, che sugli spalti. Una bellissimo calcio al razzismo. Nonostante ciò si è verificata comunque una pesante polemica nelle ultime ore. Perché? Ve lo spieghiamo subito. Il Diavolo è infatti stato sanzionato con 15 mila euro di multa dal Giudice sportivo Gerardo Mastrandrea per i cori di discriminazione territoriale intonati dai suoi tifosi contro il Napoli e i napoletani nell’ultima gara interna di sabato scorso all’inizio e al termine della gara.

A commentare il fatto è immediatamente intervenuto Giovanni Capuano, noto giornalista del Panorama, che attraverso un tweet si è così espresso: «La multa al #Milan per i cori anti-napoletani (segnalati da qualcuno anche a livello media) conferma che in Milan-Napoli le cose sono andate meglio rispetto a Santo Stefano (serviva poco del resto), ma anche che c’è stata molta fretta nel raccontare che è stata una bella festa». Una grande fetta del pubblico rossonero non è però in linea con queste dichiarazioni, ritenendo infatti la multa nei confronti del club di via Aldo Rossi una sanzione inutile e anche ingiusta. Bisogna appunto tenere in considerazione il fatto che questi sfottò tra le tifoserie sono da anni un marchio di fabbrica della rivalità sportiva tra ultras e costituiscono una sorta di braccio di ferro tra le stesse curve e le varie istituzioni sportive (e non). In parole povere: le offese verbali tra diverse fazioni erano, sono e resteranno una componente del duello sportivo. Inoltre durante il match imputato (Milan-Napoli), sono piovuti cori offensivi anche dalla sponda dei partenopei, che hanno risposto con il classico: «Milano in fiamme».

Sembra lampante quindi che la questione sia sfuggita un po’ di mano e che sia stata intrapresa la brutta piega della banale generalizzazione. L’attenzione mediatica, l’allerta delle forze dell’ordine, le multe e i vari provvedimenti sono strumenti fondamentali affinché il calcio venga mantenuto uno sport sano (soprattutto su tematiche scottanti come quelle del razzismo), ma in determinate situazioni forse bisognerebbe ponderare accuratamente il metro di giudizio valutando il caso nella sua specificità.