Milan, la resurrezione di Abate

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E’ un Abate che non si era mai visto a Milanello il giocatore che si è potuto apprezzare nelle prime uscite stagionali del nuovo Milan 20142015. Un atleta tutta corsa e sostanza, quella che gli era mancata nella scorsa stagione, specie con l’arrivo sulla panchina rossonera di Seedorf, reo di averlo messo ai margini della rosa in maniera affrettata. Nell’incipit di quest’annata calcistica i tifosi del Diavolo hanno ammirato tutt’altra musica dai piedi dell’esterno campano, già autore di 4 assist e un autogol propiziato nelle prime 7 giornate di campionato.

I meriti dell’inattesa crescita del terzino classe ’86 sono da spartire tra lui e Inzaghi. Il tecnico emiliano in previsione del suo approdo al timone della squadra ha dimostrato occhio lungo, chiedendone alla società il veto sulla cessione, e quest’anno lo ha inserito stabilmente nello zoccolo duro della squadra, considerandolo a tutti gli effetti titolare inamovibile. Prima che Inzaghi sedesse sulla panchina del Milan, Abate sembrava un sicuro partente, con il contratto in scadenza il 30 giugno 2015 e senza il minimo spiraglio di un accordo per il suo rinnovo con il club di Via Turati. In questa direzione si erano registrati i sondaggi di Paris SaintGermain e Juventus. Ora tra il giocatore e la società sembra tornato il sereno, e anche con la tifoseria il rapporto è di nuovo buono. La peggior nemica di Abate è sempre stata però la continuità, per cui è certo che basterà un calo fisiologico per far nuovamente ricredere l’esigente tifoseria rossonera.

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