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Milan Juventus, i numeri certificano il pessimo momento di Pulisic: un solo pallone toccato nell’area avversaria e non solo

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Pulisic

Milan Juventus, una prova incolore per l’esterno rossonero nel pari contro i bianconeri: sostituito dopo un’ora, Pulisic non incide più da mesi

Il big match di San Siro tra Milan e Juventus, terminato con un bloccato 0-0, ha lasciato in dote a Massimiliano Allegri una certezza amara: la crisi d’identità di Christian Pulisic. L’americano, schierato titolare in un attacco privo di riferimenti centrali puri, è apparso ancora una volta fuori dal gioco, spento e incapace di saltare l’uomo. Il voto di 5.9 riflette una serata trascorsa ai margini della manovra, conclusasi con una sostituzione al 62′ che il giocatore ha accolto con visibile frustrazione, rivolta principalmente verso la propria prestazione.

I dati statistici della sua partita sono impietosi per un giocatore della sua qualità: zero tiri totali, zero passaggi chiave e solo un pallone toccato nell’area avversaria. In oltre un’ora di gioco, Pulisic non è mai riuscito a creare superiorità numerica, completando appena un dribbling su due tentati. La sua influenza sulla manovra rossonera è stata pressoché nulla, con soli 22 palloni toccati complessivi, a testimonianza di una difficoltà cronica nel farsi trovare dai compagni o nel dettare il passaggio tra le linee.

Milan Juventus, Allegri e il fattore psicologico: «È sensibile, accusa il momento»

Al termine della sfida, il tecnico rossonero ha cercato di fare scudo al proprio giocatore, evidenziando le difficoltà tattiche e psicologiche che sta attraversando. Massimiliano Allegri ha analizzato così la prova del suo numero 11: «A Pulisic bisogna dare fiducia. In questo momento in cui non fa gol lo accusa un pochino di più essendo un ragazzo sensibile. Giocando senza un centravanti vero lui patisce di più, purtroppo devo cercare di dare equilibrio alla squadra e so che lui può essere penalizzato giocando così».

Nonostante una buona precisione nei passaggi (14 su 16, l’88%), Pulisic è mancato totalmente negli ultimi 25 metri, proprio dove il Milan avrebbe avuto bisogno della sua luce. Il digiuno realizzativo, che dura ormai dal 28 dicembre, sembra pesare come un macigno sulle spalle dell’ex Chelsea. Con soli 4 passaggi riusciti nel terzo finale e una partecipazione difensiva minima (un solo recupero palla), l’apporto dell’americano è diventato un rebus che Allegri dovrà risolvere in fretta per blindare la qualificazione alla prossima Champions League.

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