Milan Femminile, Boquete: «Sono qui per portare esperienza»

Boquete
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Veronica Boquete si è presentata al pubblico che segue il Milan Femminile con un’intervista che la società rossonera ha pubblicato

Veronica Boquete, neo calciatrice del Milan Femminile, è stata intervista dalla stessa società rossonera, che ha messo il video sul proprio canale Twitter.

Ecco cosa ha dichiarato Boquete: «Il Milan è un club storico e questo è sempre importante. La parte femminile è in grande crescita e avevo molta voglia di una nuova sfida. Porterò esperienza a questa squadra dato che ho giocato nei migliori campionati del mondo e mi sono adattata ai differenti stili di gioco. Ora voglio aiutare la squadra a crescere. Qui al Milan ho sentito subito grande affetto, e di questo sono contenta».

Su Theo Hernandez, Boquete ha detto: «Non ho avuto modo di conoscere Theo Hernandez, però senza ombra di dubbio è uno dei top player della prima squadra maschile. Sono sicura che avremo modo di conoscerci».

Sul calcio femminile in generale: «Collaboro con UEFA e FIFA per promuovere il calcio femminile. Andiamo presso le dirigenze dei club che non hanno una squadra femminile a convincerli di investire risorse in questo mondo. Bisogna anche motivare le giocatrici perché ci sono molte possibilità di crescita in questo movimento».

Su mister Maurizio Ganz: «Lui è esattamente come me lo aspettavo, ha tanta passione e dirige gli allenamenti con molta forza. Parlo molto con lui e spero di poter soddisfare al meglio le sue richieste, avendo visto alcune partite della squadra quando ero in America attraverso l’app della società».

Sul campionato: «Sappiamo che la Juventus ha dominato negli ultimi anni il campionato di Serie A Femminile, ma noi siamo una squadra abbastanza giovane con un po’ di esperienza e vogliamo cambiare rotta. Lavoreremo al meglio per farlo».

Sul nome sulla maglietta: «Farò scrivere ‘Vero’ perché siccome in Spagna abbiamo 2 cognomi e voglio portare avanti un discorso di uguaglianza, farò scrivere il mio nome. Tutti mi conoscono e mi chiamano così».

Ecco qui l’intervista completa