Milan, il fallimento della nuova gestione è quasi totale: ma non lasciamo solo Gattuso

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Il responso, non ancora ufficiale, della Uefa, acclara il fallimento di una stagione ancora però vissuta parzialmente. Questo Milan ancora può dire la sua

Il pronunciamento, ancora non ufficiale ma anticipato dai quotidiani nazionali questa mattina, della UEFA ha aggiunto strati e strati di terriccio sulla nuca della nuova proprietà rossonera che oggi inizia ad essere seppellita da una cocente sfilza di fallimenti che vanno dalle scelte tecniche operate in estate a quelle economiche e finanziare fatte nei mesi scorsi.

Marco Fassone questa mattina è stato categorico: «Questa sarà una stagione di transizione», ma ha poi aggiunto smentendo di fatto l’ottimismo delle precedenti dichiarazioni: «Le richieste avanzate dalla UEFA erano oggettivamente impossibili da sostenere, non speriamo più niente attendiamo solo l’ufficialità del responso».

Ma quale sarà il futuro del Milan ora che anche la società ha ammesso di star vivendo una stagione fallimentare? Innanzitutto se a livello societario la resa è stata già lanciata, per quanto riguarda il futuro sportivo immediato la stagione, per quanto in salita soprattutto sul versante campionato, presenta ancora diversi sbocchi potenzialmente positivi come la partecipazione al prossimo turno di Europa League e la Coppa Italia (trofeo che manca dalle bacheche rossonere da oltre dieci anni). A Gattuso l’arduo compito, oggi ancora più difficile, di compattare il gruppo e smentire il “funerale anticipato” che, sia la stampa che Fassone oggi, hanno proclamato in suo onore.

Il Milan è una squadra attrezzata a vincere l’Europa League? Ad oggi no, troppi fallimenti tecnici si sono susseguiti in questi mesi per poter dare una risposta diversa ma sia nella vita come nel calcio abbiamo imparato che la crescita che porta al riscatto a volte può essere improvvisa perché in Italia forse non ci sarà storia ma in Europa siamo sempre il Milan.  Gattuso e Bonucci, che ha scelto di vestire il rossonero proprio per questo motivo, lo sanno… forse è arrivato il momento di crederlo anche noi.

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