Mirabelli: «Yonghong Li caso strano, il mio unico rimpianto è…»

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Massimiliano Mirabelli ha rivelato alcuni retroscena sulla propria esperienza al Milan. Tante le dichiarazioni dell’ex direttore sportivo rossonero

Mirabelli per la prima volta dopo il cambio della proprietà esce allo scoperto e ci mette la faccia. L’ex direttore sportivo del Milan si è messo in gioco a Il Processo su 7Gold e ha risposto a tutte le domande che gli sono state poste. Tante le curiosità rivelate sul passato in rossonero.

Sullo strano caso di Li Yonghong, l’ex presidente cinese ancora avvolto nel mistero: «Tutti ci facciamo ancora delle domande. E’ una cosa strana per come è stato acquistato il Milan, ci sono tante cose a cui pensare, ci ha lasciati sorpresi. Ma per quanto mi riguarda vivere anche un solo giorno nel mondo Milan è stato un onore, sono orgoglioso di aver fatto parte della storia di questo club».

Incalzato da una domanda di Chirico sul presidente cinese: «Io forse ne so anche meno di voi. Noi italiani ed europei siamo abituati in maniera diversa, ad una proprietà più presente. Posso assicurarvi che la proprietà non ci ha mai fatto mancare niente».

Sull’esplosione di André Silva quest’anno: «André Silva è un giocatore di indubbio valore. Abbiamo fatto quella scelta, ma sapevamo bene che un giocatore portoghese avesse bisogno di ambientamento e di fiducia. Mi auguro che possa ritornare al Milan, ne sentiremo parlare per molti anni».

Forse uno degli errori di mercato di Mirabelli è stato il mancato arrivo di un top player in attacco: «Aubameyang? È un rimpianto. In quei mesi avevamo la necessità di rivoltare la squadra come un calzino. Dovevamo formare uno zoccolo duro della squadra, anche se giovane. Ci è mancato qualcosa, è vero, ma una squadra non si costruisce mai in un solo mercato».

Su Gattuso: «Gattuso quando ha smesso di giocare, si è rimesso in gioco per fare nuove esperienze. Ha grandi conoscenze, è innovativo, è uno dei migliori del mondo. Forse è sottovalutato, ma il Milan gioca benissimo basta vedere il secondo gol fatto dai rossoneri al San Paolo. Sa insegnare calcio, sa tenere una squadra. Montella veniva da una qualificazione in Europa League, in quel momento era giusto tenerlo».

Infine una frecciatina a Raiola: «Abbiamo fatto rispettare il club in tutte le situazioni. Ad esempio non abbiamo mai fatto minusvalenze. Reina? Farà crescere Donnarumma, è un uomo spogliatoio molto importante».

 

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