La "faccia di Ibra" dura un tempo, l'Inter oggi è di un altro livello
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Editoriali

La “faccia di Ibra” dura un tempo, l’Inter oggi è di un altro livello

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Ibrahimovic

Inter-Milan ha messo in luce la distanza vastissima che intercorre tra le due squadre: la “faccia di Ibra” è durata solo un tempo

Stefano Pioli alla vigilia del derby aveva affermato di voler vedere la “faccia di Ibra” sul volto di tutti i giocatori coinvolti questa sera in campo. L’approccio c’è stato e la grinta dei rossoneri è stata ripagata anche dalla prestazione monumentale del centravanti svedese che, nonostante un solo allenamento in gruppo in settimana, ha dominato il reparto avanzato ralizzando un gol e un assist che hanno infiammato il popolo rossonero al termine dei primi 45 minuti.

Il cuore, la forza, la grinta e soprattutto un Ibrahimovic in grande spolvero hanno spiazzato l’Inter che però nella ripresa ha impiegato solo 8 minuti per pareggiare una gara in cui il Milan aveva forse già dato tutto. Un atto di forza quasi imbarazzante che ha annichilito tutti i giocatori rossoneri che, in un solo colpo, hanno perso la maschera di Ibra mostrando nuovamente quel volto impaurito e ingenuo che ha caratterizzato tutto il resto della stagione. La distanza tra le due squadre è ben rappresentata, oltre che dai 22 punti di distacco, anche dai cambi effettuati a gara in corso: l’Inter ha potuto contare su Moses e sopratutto Eriksen, due giocatori già dal valore internazionale, mentre il Milan ha mischiato le carte con giocatori di estrazione decisamente più “semplice” come Paquetà, Bonaventura e l’acerbo Rafael Leao.

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