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Hauge alla CBS: «Ho parlato ad Haaland del Milan»

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Intervistato dalla CBS, Jens Petter Hauge ha parlato della propria esperienza al Milan, dell’amicizia con Haaland e di Ibra

Intervistato dalla CBS, Jens Petter Hauge ha così parlato della gara che l’ha poi portato al Milan: «Ricordo i giorni prima della partita (Milan-Bodo/Glimt ndr), ero davvero concentrato e volevo fare bene perché so come funziona il calcio e una partita come questa può aprire le porte. Mi sono preparato bene e ricordo che la sera prima stavo parlando con il mio migliore amico e capitano della squadra di come il Milan sia un club così grande».

MILAN – «Giocare qui deve essere fantastico e abbiamo parlato di come giocano e dei giocatori che hanno e abbiamo detto che dovevamo crederci. Ricordo che ci stavamo allenando la mattina prima della partita e dovevamo guidare per 40 minuti. Volevo solo rilassarmi e prepararmi e dovevamo guidare fino al luogo in cui gioca la squadra giovanile del Milan. Eravamo dall’altra parte di Milano ed è stato un lungo viaggio per iniziare la giornata. Quando sono entrato a San Siro per la prima volta, mi sono guardato intorno ed ero davvero contento. Ho pensato che questo potesse essere un buon posto per me».

LA CHIAMATA – «Quando mi hanno chiamato ho provato una sensazione fantastica. Ero pronto. A quel punto ero pronto a partire dalla Norvegia. Volevo andare all’estero e affrontare una nuova sfida».

STAGIONE – «Stiamo andando bene nel nostro campionato, ma ci sono ancora molti altri punti per cui lottare, e anche in Europa League penso che abbiamo la possibilità di essere una delle ultime squadre . Penso che possiamo batterle tutte ma ovviamente ci sono delle squadre davvero buone, soprattutto alcuni club inglesi che sono davvero solidi».

AMICIZIA CON HAALAND – «Sì, parliamo molto soprattutto in estate perché sono stato contattato da un club belga ma lui mi ha consigliato di aspettare una chiamata migliore. Quando mi ha chiamato il Milan mi ha scritto “Forza, andrà bene. Giocare al Milan sarà ovviamente difficile. Devi lavorare su cose con la lingua, ma penso che andrà bene”. E ora sono davvero contento della scelta».

L’APPROCCIO CON ZLATAN – «Ricordo che sono venuto negli spogliatoi con un cappello nuovo e Zlatan mi ha detto: “Lavori come pizzaiolo o giochi a calcio?” Mi piace quando le persone scherzano! Lui può aiutarmi con la lingua perché parliamo quasi la stessa così con lui la mia integrazione è stata più semplice».

LEGGENDE – «Qui puoi andare in giro con leggende come [Paolo] Maldini. È una leggenda, non solo qui a Milano ma in tutto il mondo. E l’allenatore, Pioli, credo sia un un po’ simile a quello che avevo in Norvegia per come vuole giocare e cosa chiede ai giocatori. Comincio ad imparare cosa vuole da me con la palla e anche senza palla».