Conferenza Giampaolo: «Non cambio la mia filosofia. Suso…»

Giampaolo
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Conferenza Giampaolo: il tecnico rossonero parla alla vigilia di Milan-Brescia, ecco le sue parole in riferimento a quanto detto dopo Udine

Conferenza Giampaolo: il tecnico rossonero ha parlato alla vigilia della prima gara in casa della stagione del Milan contro il Brescia. Ecco le sue parole anche in riferimento a quanto detto dopo la sconfitta di Udine:

IL GIOCO – «Sul campo se si ha paura non si fa mai bene, i ragazzi devono divertirsi sul campo. Io ho zero preoccupazioni perché tutti i giocatori si stanno applicando con professionalità e fiducia, il termometro dell’ambiente si vede con l’atteggiamento dei giocatori e da questo punto di vista non sono affatto preoccupato».

BRESCIA – «Ci sono stato sei anni fa non ricordo molto. Sono una buona squadra che ricorda nel modo di giocare la mia Sampdoria».

MALDINI E BOBAN – «Con i dirigenti ho parlato, conoscono il calcio perfettamente essendo stati dei grandissimi calciatori. Sanno cosa serve e su cosa si deve lavorare».

PREPARAZIONE – «Non dimenticate che sono partito in ritiro con otto Primavera. Non voglio essere ripetitivo ma se pensate che un giocatore che arriva domani possa partire titolare scordatevelo: la mia caratteristica di lavoro è che chi arriva si deve mettere in coda e imparare tante cose. Dal punto di vista del lavoro il calciomercato che chiude il 2 settembre non è congruo ma io lavoro con chi conosce le dinamiche tattiche di gruppo».

PLAY – «I nostri play sono Biglia e Bennacer, purtroppo Lucas non ci sarà e perciò dovremo adattare Calhanoglu».

SUSO – «Io vado avanti con le mie idee, c’è chi mi da del folle e chi del talebano perché non cambio mai idea. Domani vedrete in che ruolo giocherà lo spagnolo».

CALCIOMERCATO – «I miei dirigenti faranno le loro valutazioni. Sapranno loro se c’è da far qualcosa e dentro il calciomercato bisogna tener conto di tante altre cose che io non conosco. Io penso ad allenare ed ho già tanti problemi così, figuratevi se mi mettessi a fare anche il calciomercato».

IL TEMPO – «In linea di massima non c’è mai tempo per fissare principi e idee ma io me lo prendo comunque. Non derogo da un percorso che ho in testa solo perché le cose non vanno subito bene. La storia del Milan la conosciamo tutti, sono consapevole di tutte queste dinamiche ma vado avanti».

SEGNALE DI DEBOLEZZA DOPO UDINE – «Vi ho detto che potrei cambiare la posizione di un giocatore ma non filosofia o il modo di giocare. Le mie parole sono state strumentalizzate: non ho mai cambiato il pensiero generale».

KESSIE – «La condizione fisica va anche valutata. Il discorso non è solo legato solo alla conoscenza del mio calcio, Borini ha fatto bene in questo precampionato e gioca Borini. Non dobbiamo pensare che in questo Milan ci siano 11 titolari. Ogni calciatore deve dare un plusvalore per il raggiungimento di un obbiettivo più alto: il bene della squadra e l’obiettivo finale».

IL GOL SUBITO – «C’è stato un errore di posizionamento che abbiamo rivisto. Non tutte le squadre sono fornite di calciatori di un metro e novanta, che a me piacciono anche meno. Se subisci gol su calcio d’angolo è chiaro che si fa riferimento ai centimetri ma la verità è che non dovevi lasciare libero il terzo tempo all’avversario».

TREQUARTISTA – «Suso può giocare lì perché è un giocatore di qualità. Non penso ad un trequartista che sia un centrocampista, deve essere molto più attaccante. Gli attaccanti lavorano bene, sono bravi, sono professionisti seri e io devo tirare il massimo dai 5-6 che ho in rosa».

MERCATO IN USCITA – «Quelli che convocherò sono tutti nelle condizioni di giocare anche se c’è qualche spiffero di calciomercato. Finché sono giocatori del Milan giocano, non bado a certe cose e non deve farlo neanche il calciatore perché ne andrebbe della sua professionalità».