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Bozzo: «Tonali? Rappresenta il futuro. Per Halaand vedo bene il Milan»

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Bozzo, procuratore di Tonali ha rilasciato un’intervista a Tuttosport nella quale ha parlato anche del Milan del futuro

Bozzo, procuratore di Tonali ha rilasciato un’intervista a Tuttosport nella quale ha parlato anche del Milan del futuro.

GOLDEN BOY ITALIANO 2020- «Sandro punta sempre in alto, ma è un ragazzo sveglio ed intelligente. È consapevole che, non avendo giocato le coppe europee nella prima parte del 2020 con il Brescia, sarebbe stato molto complicato arrivare primo. È molto contento di aver vinto il Golden Boy Italiano, raccogliendo l’eredità del suo compagno di squadra, Gigio Donnarumma».

LA REAZIONE AL PREMIO- «Sandro è un freddo, non si scompone mai più di tanto. È molto felice, ma vuole che questo importante riconoscimento di ‘Tuttosport‘ si dimostri uno stimolo ed un trampolino per fare ancora meglio in futuro».

QUALE VOTO FINO AD ORA- «Il giudizio è positivo. Visto il momento che stiamo attraversando tutti a causa del CoVid_19 e il salto che Sandro ha compiuto passando dal Brescia ai rossoneri, sinceramente mi sarei aspettato un po’ di difficoltà. In realtà non ci sono state: Sandro ha dimostrato in campo di essere un giocatore da Milan».

SULL’OPERAZIONE- «È stato un affare da 35 milioni di euro, tutt’altro che semplice. L’aspetto più difficile è stato far digerire al Presidente Massimo Cellino, il quale aveva in mano offerte di altre società, che Sandro voleva andare a tutti i costi al Milan e che i rossoneri potevano impostare l’operazione soltanto con il prestito con diritto di riscatto. La volontà di Sandro, che sognava di giocare con la sua squadra del cuore, ha fatto la differenza. Cellino si è dimostrato comprensivo, ha capito la situazione e ha assecondato il desiderio del ragazzo».

SU JUVE ED INTER- «Quanto sono state vicine? Molto. Poi, per un motivo o per un altro, a partire dalla volontà di Sandro, l’ha spuntata il Milan».

UNICO-  «Sandro è unico. Diciamo che non è un 2000, ma è nato nel 2000. Ha la testa dei giocatori degli anni Ottanta-Novanta. Non è legato ai social ed alla vita moderna, è focalizzato soltanto sul calcio».

SUL SUO FUTURO- «Lo vedo al Milan, con un ruolo sempre più centrale in campo e nello spogliatoio. Sandro ha tutte le qualità, tecniche e morali, per diventare un pilastro dei rossoneri. È stato colpito dalla semplicità, dal clima di famiglia e dal profumo di vittoria che si respira a Milanello. Il Milan è un top club, un punto di arrivo per qualsiasi giocatore. Per Sandro anche di più perché il Milan è la sua squadra del cuore fin da bambino. E cosa c’è di meglio che giocare nel club per cui si tifa?».

SULLE AMBIZIONI SCUDETTO- «Se esistesse uno Scudetto per l’entusiasmo, sicuramente lo vincerebbe il Milan. Per il titolo vero e proprio ci sono più variabili, ma già tornare a lottare sarebbe un successo per i rossoneri. Chiudere tra le prime quattro sarebbe un gran risultato, se riuscissero addirittura a vincere vorrebbe dire che hanno realizzato qualcosa di fantastico. Ma, come dice Paolo Maldini, che ho avuto la fortuna di apprezzare anche come dirigente, perché non pensare allo Scudetto?».

RAPPORTO CON MALDINI- «È stato una bellissima scoperta come manager. Non ha bisogno di grandi parole per spiegarti ciò che pensa o vuole. A Paolo basta uno sguardo. Mi piace molto anche quando parla pubblicamente: è molto schietto e, rispetto a tanti altri, non si nasconde dietro alla scaramanzia».

SU IBRA- «Stupito? No. Perché Ibra è Ibra. È un campione figlio di un altro tempo, di un’altra generazione. È il migliore della Serie A. Meglio anche di Cristiano Ronaldo, che è un fenomeno».

ASPETTATIVE SUL MERCATO- «Il CoVid_19 inciderà ancora molto. Sarà un mercato improntato su prestiti e scambi».

SUL FUTURO DI HAALAND- «Mi piacerebbe se arrivasse in Italia il Golden Boy. In quale squadra? Dire Juventus sarebbe troppo facile, quindi punto sul Milan».