Bonucci-Psg: sarebbe la fine di un progetto (forse mai iniziato)

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Il caso Leonardo Bonucci invita a riflettere sui progetti del Milan nel breve e medio termine. C’è in gioco la credibilità di tutto l’ambiente

Portiamo le lancette indietro di un anno. La nuova proprietà cinese colleziona fin da subito una serie di acquisti per rinforzare un Milan ammalato dagli ultimi anni della gestione Berlusconi-Galliani. La ciliegina è Leonardo Bonucci, il colpo ad effetto dopo tanti (troppi) anni magri di calciomercato. Uno dei simboli della Juventus cambia maglia e abbraccia il Milan e il nuovo progetto a tinte rossonere per raggiungere grandi traguardi. La maglia numero 19 viene presa d’assalto al Milan Store, Leo si prende la fascia di capitano appartenuta, tra gli altri, a Baresi, Maldini e Gattuso.

SOCIETA’ – Massimilano Mirabelli e Marco Fassone avevano portato il difensore a Milanello per ridare linfa e carisma alla rosa di Vincenzo Montella. Nell’ottica di Yonghong Li l’ex juventino doveva rappresentare la rinascita di un Milan che vuole tornare ad essere protagonista – come diceva il Cavaliere anche negli ultimi, sciagurati, anni al Milan – in Italia, in Europa, nel mondo. Proprio per questo motivo, un’eventuale cessione di Bonucci al Psg smentirebbe il lavoro fatto dalla dirigenza rossonera negli ultimi 12 mesi.

IMMAGINE – Un danno di immagine prima di tutto. Perchè mentre la Juve compra Cristiano Ronaldo, l’Inter Nainggolan e De Vrij e il Napoli ingaggia Ancelotti, il Milan – un gradino o due sotto le rivali – cede il proprio pezzo da novanta. Bonny non è Nesta, e non è neanche tanto amato da tutta la tifoseria, ma è pur sempre il giocatore più pagato, più prestigioso, più famoso e vincente della rosa di Gattuso. Se il duo Fassone-Mirabelli lo facesse partire con destinazione Parigi perderebbe totalmente credibilità.

UN’ALTRA VOLTA – I tifosi milanisti ricorderanno, ad esempio, quanto costò in termini di prestigio e soprattuto valori tecnici la cessione di Ibrahimovic e Thiago Silva al Psg. Una perdita sicuramente superiore a quella eventuale del capitano rossonero, ma che a livello mediatico stroncò ogni illusione di vittoria nel breve termine nella mente dei tifosi. Un campione che parte è un incentivo anche per i compagni a lasciare il club.

IL PROTAGONISTA – E poi c’è Bonucci. Arrivato a Milano per spostare gli equilibri e già al centro del ciclone dopo poche partite. Con il tempo si è preso fascia e complimenti dalla platea accaparrandosi tutte le luci dei riflettori. Il difensore si è spesso lasciato andare a messaggi d’amore al Milan, si è sbilanciato in questo senso anche sui social facendosi portavoce delle iniziative del nuovo corso rossonero. Un capitano che abbandona la nave (a parte qualche sciagurato caso degli ultimi tempi) non si è mai visto. Se andrà al Psg, Fassone e Mirabelli non saranno gli unici a perdere la credibilità.

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