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2014

Armero e gli ostacoli del soggiorno rossonero

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E’ un inizio di avventura in rossonero che nemmeno il diretto interessato Armero si aspettava, oltretutto dopo un mondiale brasiliano di tutto rispetto, e che partita dopo partita prende sempre più i contorni dell’incubo. L’analisi della vicenda è doverosa dopo le comprensibili dichiarazioni del colombiano provenienti dal ritiro della Nazionale dei Cafeteros, nelle quali ha rivelato: “Inzaghi mi disse ‘vieni che ho bisogno di te’, e ho pensato che sarebbe stato così, ma adesso non gioco”.  A prescindere dal pensiero di Inzaghi, guardandola da fuori la situazione sembrerebbe paradossale: come si può tenere in panchina un giocatore senza averlo in pratica mai testato? Inizialmente l’alibi dell’ambientamento poteva anche reggere. Tuttavia, dopo undici turni di campionato già alle spalle e solo mezz’ora di gioco all’attivo, il dubbio che sotto la costante assenza dell’esterno nell’undici di partenza si celi dell’altro, magari un preconcetto di Pippo, non è qualcosa di irrazionale.

E come si può non notare la disparità fra il trattamento riservato al colombiano e il credito inesauribile di cui gode Bonera da diverse stagioni per il solo motivo di essere capitano? Infatti lo sfogo dell’ex Napoli è avvenuto guarda caso dopo l’ultima partita del Milan contro la Sampdoria. Nell’occasione il tecnico rossonero si è dovuto arrovellare il cervello per decidere chi schierare al posto dell’infortunato Abate sull’out di destra e la scelta è ricaduta sull’ex Parma, quando quella di Marassi sarebbe invece stata l’occasione giusta per riportare De Sciglio nella sua posizione naturale a destra e rispolverare Armero sulla corsia opposta. Forse è proprio qui il problema: se prima a Milanello si decidessero a risolvere il nodo Bonera, che è più una grana che un guadagno, forse a quel punto la questione Armero si sgonfierebbe.

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