Il noto giornalista analizza le difficoltà dell’attaccante rossonero e il paragone con la Juventus
Fabio Ravezzani, giornalista, si è così espresso sul suo canale Youtube commentando il rendimento di Gonçalo Ramos, attaccante del Milan: «Amorim, che non si sa ancora se sia un genio o un pazzoide dal punto di vista delle scelte tattiche, ma che comincia a far vedere un Milan capace di giocare decisamente meglio rispetto alla seconda parte della scorsa stagione con Allegri, ha assoluto bisogno che Gonçalo Ramos inizi a segnare con continuità. E Gonçalo Ramos non può permettersi di giocare come ha fatto nella trasferta di Udine, esattamente come Spalletti non può fare a meno di Kolo Muani, anche perché nessuno dei due club dispone di alternative di alto livello.
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Pensateci: il Milan, se non c’è Ramos, deve affidarsi al giovane Camarda, che nella partita di Udine è stato quasi umiliato giocando appena quattro minuti, e credo che a certi livelli sia preferibile non gettare nella mischia un ragazzo in quel modo, oppure deve riciclare adattando Cisse. Per fortuna i rossoneri possono contare su una seconda punta che vede la porta e realizza gol pesanti, ovvero Pulisic. Alla Juventus, invece, in questo momento manca anche quella soluzione: i bianconeri hanno Woltemade, che ha anche disputato una buona partita nella trasferta di Lecce, toccando tantissimi palloni e risultando protagonista; tuttavia, parliamo di un giocatore di grande movimento, abile a difendere palla e a far salire la squadra, ma non è una prima punta cinica, non è un finalizzatore spietato, non lo è mai stato e probabilmente non lo sarà mai».
L’attacco rossonero sotto esame: il richiamo all’ex PSG e a Kolo Muani
Le parole del giornalista mettono in luce le responsabilità dei centravanti chiamati a fare la differenza in Serie A. Ravezzani ha infatti concluso la sua analisi sottolineando le elevate aspettative sui due bomber: «Di conseguenza, bisogna che entrambi — Kolo Muani e Gonçalo Ramos — si diano una sveglia. Perché, considerando quanto sono stati pagati e gli stipendi importanti che percepiscono, non si può accettare che falliscano proprio nel ruolo per cui sono stati acquistati: fare la differenza sotto porta».