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Serafini: «Crollo inspiegabile del Milan ma il caos societario non aiuta. Cardinale non sa nulla del club. Col Genoa lancerei Nkunku e Fullkrug» ESCLUSIVA e VIDEO

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Serafini, noto giornalista, ha analizzato il momento del Milan in esclusiva a Milanew24: le sue dichiarazioni complete

Luca Serafini, noto giornalista tifoso del Milan, è intervenuto in esclusiva a Milannews24 per analizzare il momento dei rossoneri. Le sue dichiarazioni:

Ciao Luca, il Milan arriva da due sconfitte, condite da prestazioni ai limiti dell’imbarazzante, che hanno messo a serio rischio la qualificazione Champions dei rossoneri. Qual è la tua analisi?

«Te hai circoscritto le difficoltà alle ultime due sconfitte, io allargherei il discorso e citerei i soli 4 punti conquistati nelle ultime 6 partite, quindi 4 su 18, ed è molto datata. Io ho fatto il paragone tra un giovane di sana e robusta costituzione che improvvisamente soffre di emicrania, di dolori, di stanchezza, di apatia e allora uno si interroga. Prima si chiede se sia stato travisato prima il giovane di sana e robusta costituzione, che magari lo fosse solo nell’aspetto e in realtà già nascondesse questi problemi, e poi si fanno delle analisi approfondite a 360 gradi. Ho usato questa metafora per sottolineare come le motivazioni siano tante e riguardano molti aspetti. Si parte dal vertice. Io credo che questo snervante e reiterato messaggio di privilegio della sostenibilità, del marketing e del brand a discapito della competitività sportiva e della vittoria, dell’ambizione e anche della presunzione sia arrivata fatalmente alla squadra che quando ha avuto la compattezza o la maschera che gli ha messo Allegri, che ha appunto compattato una squadra che aveva subito 100 gol nelle ultime due stagioni, e quindi proteggerla consentendogli di fare dei risultati, con davanti Leao e Pulisic che alternativamente funzionavano bene. E’ un dato inoppugnabile che per 30 giornate il rendimento del Milan sia stato più che soddisfacente dal punto di vista dei risultati e della classifica. Mi hanno insegnato, soprattutto Carlo Ancelotti, che nel calcio la fortuna non esiste o quantomeno è circoscritta al singolo episodio in 90 minuti e non è neanche poi sufficiente a giustificare quel risultato lì. Non fai un percorso da 84 punti potenziali solo perchè hai culo. Per non parlare poi dell’incompetenza e dell’insipienza della dirigenza, che ha tolto anche l’aspetto passionale del club se vediamo la guerra che si sta facendo ai tifosi, dalla Curva passando per i club o per i tifosi singoli, è sicuramente arrivata alla squadra. Un calciatore perchè dovrebbe interessarsi alle sorti della squadra se i primi che se ne sbattono sono i dirigenti e i proprietari? Ecco qui spiegato il crollo che fa più eco per due motivi. Il primo è quello di cui abbiamo appena parlato, l’illusione creata in tutti dopo 30 giornate fatte benissimo, e poi il secondo è quello relativo al fatto che avevi dato l’idea di poter costruire qualcosa. Se il Milan avesse distribuito le sconfitte e le cattive prestazioni su tutto l’arco del campionato avremo magari parlato dei limiti della rosa, magari di quelli di Allegri che comunque per me per 30 giornate ha moltiplicato i pani e i pesci, ma se c’è un crollo così di schianto dopo la sconfitta contro la Lazio, partita che se vinta ti avrebbe portato a 3 punti dall’Inter, allora è chiaro che qualcosa non torni, specie se lo stesso Allegri da luglio parlava di marzo come il mese decisivo».

Il tifo organizzato si è scagliato compatto contro Giorgio Furlani, segnalato da più parti come in uscita dal Milan, e che da 4 anni sembra lavorare contro gli interessi del club. Qual è la tua analisi sul suo operato?

«Concentrare le attenzioni solo su una persona è riduttivo ed anche sbagliato. Il Milan innanzitutto ha da anni un presidente che non conosce il calcio, non ne sa nulla. Non conosce il Milan, non conosce la sua storia e i suoi protagonisti e quando parla parla sempre a sproposito. Anche dal punto di vista dello stadio nuovo c’è stata una cocente delusione. Non solo per campanilismo ma anche per opportunità, tutti i tifosi hanno sperato nello stadio di proprietà del Milan, così esattamente come i tifosi dell’Inter hanno sperato la stessa cosa. Tutto il mondo, a parte 2-3 casi isolati, ha ormai lo stadio di proprietà, basta vedere a Londra con 27mila squadre… A Madrid e Barcellona uguale. Poi c’è un apparato sportivo che è assortito male. Io lo dicevo anche quando ero a Milan Tv e lo dicevo in onda. Fare il DS non vuol dire solo scegliere e comprare i giocatori. Innanzitutto serve per vendere i giocatori, e Tare in questo è stato bravissimo l’estate scorsa, e poi per essere il collante tra la squadra e la società, vedi negli anni d’oro Ramaccioni e Braida, mentre Galliani era la figura di raccordo tra la proprietà e la parte sportiva. A Furlani si imputa? L’assenza totale di mansioni di questo ruolo. Dire che abbia remato contro è un pò forzato perchè lui in realtà remava nella direzione della società. Se il secondo posto è più remunerativo dello scudetto lui metteva l’accento su questo aspetto».

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Però quanto successo con Mateta a gennaio dopo aver detto che il budget era zero è un pò l’emblema…

«Ma il budget non era assolutamente zero. L’errore di gennaio sta nella volontà di calpestare i ruoli. Ad esempio quando arriva Tare Ricci è già acquistato, Reijnders e Theo Hernandez già impacchettati, poi loro vogliono Boniface, da un lato ci sono Tare e Allegri, dall’altro Furlani, Moncada e i loro interlocutori. Ognuno va per conto suo e in non l’ho mai visto in nessun club del mondo nei miei 45 e passa anni di giornalismo. Questo crea un caos assoluto. Un DS, se deve trattare Boniface o Mateta è chiaro che è al corrente delle condizioni fisiche di entrambi. Se te hai un budget importante ma lo devi spendere per un calciatore a rischio come il francese non lo fai. Fullkrug è in prestito e ora se ne andrà, non è costato un euro ma è un acquisto disperato. Tutto questo caos si riversa sulla squadra dove comunque la spina dorsale è quella di una medusa o di un lombrico. Anche con Berlusconi e Galliani ci sono stati momenti difficili, vedi Tabarez, i ritorni di Sacchi e Capello, Terim ma c’è era uno zoccolo duro capace di portare la barca in porto. Qui no, c’è stato uno sbraco totale dopo le prime 30 giornate da record degli ultimi 15 anni si è passati in 6 partite ad un record storico negativo. E’ pazzesco».

Ci sono voci insistenti di un addio di Allegri a fine stagione indipendentemente dal risultato finale. Cosa ne pensi e cosa pensi del fatto che da 3-4 anni il Milan si trovi di fronte sempre ad una rivoluzione societaria e tecnica?

«E’ evidente che l’allenatore in un momento così critico debba condividere parte delle colpe, non siamo miopi né partigiani assoluti di Allegri che era l’unico allenatore, insieme ad Antonio Conte, già dall’estate del 2024 da ingaggiare ed era l’unico libero l’estate scorsa da poter prendere. Perchè lo dico? Io qualche settimana fa ho innescato una polemica per aver detto che Chivu è stato bravissimo nel gestire un post stagione scorsa con zero vittorie e un Mondiale per Club giocato sulla falsa riga della stagione conclusa poco prima, 4 sconfitte nelle prime 8 giornate e un andamento in Champions molto negativo, ma il grande merito è stato quello societario che l’ha voluto, protetto, sostenuto e poi blindato. Chivu nel Milan di quest’anno veniva esonerato a Pasqua. Chivu non poteva fare in questo momento storico il lavoro che ha fatto Allegri, come non lo può fare De Zerbi, Italiano, Thiago Motta, non lo può fare nessuno. Lo può fare un allenatore fatto e finito come Allegri o come Conte, tecnici capaci di blindare la squadra rispetto a quello che accade a Casa Milan. Poi però se arrivi a marzo, dopo che hai detto per 8 mesi arriviamo a marzo e poi perdi a Roma e sbrachi mi devi dire perchè. Mi devi spiegare cosa sia successo, fisicamente o mentalmente. Però mi interessa saperlo tra due settimane. Adesso mi interessa sapere cosa fare contro Genoa e Cagliari e raggiungere la Champions. La cosa più sconcertante di tutto è che il calendario era una tavola apparecchiata per andare in Champions. Se te avessi fatto il tuo saresti arrivato secondo in carrozza mentre ora anche la squadra del mio condominio può battere il Milan».

Tornando al campo, quale coppia d’attacco sceglieresti in vista del Genoa visto l’ottimo impatto di Nkunku contro l’Atalanta, seppur in una gara dove i bergamaschi erano avanti 0-3 e forse già fuori dalla partita con la testa…

«Io obietto solo sul fatto della testa via dell’Atalanta perchè sono convinto che se il Milan avesse giocato contro i bergamaschi, contro l’Udinese e contro il Sassuolo come nell’ultima mezzora avrebbe vinto tutte e tre le partite. Loro hanno vinto contro delle salme cartonate. Appena il Milan ha corso un pò di più ha fatto due gol e a momenti Gabbia fa il 3-3. E’ tutto un aspetto mentale, se sei concentrato bastano anche Ricci, Nkunku e Fullkrug per battere l’Atalanta. A Genova metterei dentro Nkunku e Fullkrug più di Gimnenez. Ricci, Athekame, Jashari, gente che ha fuoco, voglia di dimostrare di poter rimanere pure l’anno prossimo. In questo momento è un doversi affidare alla provvidenza».

SI RINGRAZIA LUCA SERAFINI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

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