HANNO DETTO
Crisi Milan, l’analisi di Zazzaroni tra petizioni e veleni societari: «Non c’è traccia di un progetto»
Il direttore del Corriere dello Sport descrive un club senza bussola, dove la tensione tra proprietà e allenatore è ormai evidente
«Si è passati da “Cardinale vendila!, vendila!”, coro che ha riempito per mesi San Siro, alla petizione social contro Furlani che sta raggiungendo numeri da referendum». Così Ivan Zazzaroni, dalle colonne del Corriere dello Sport, fotografa il momento critico del Milan. Secondo il giornalista, i successi dell’Inter — fresca di Scudetto e finale di Coppa Italia — hanno esasperato una tifoseria che non riconosce più la grandezza del proprio club. La frustrazione dei sostenitori nasce dal timore che l’attuale gestione abbia smarrito il senso delle dimensioni storiche dei rossoneri rispetto ai rivali nerazzurri.
La critica si sposta poi sulla struttura dirigenziale, definita priva di una vera anima milanista. Zazzaroni sottolinea con fermezza che «non c’è Milan nella coppia Cardinale-Furlani», evidenziando una preoccupante mancanza di direzione e prospettiva a breve termine. Il tifo ha cambiato bersaglio, colpendo duramente l’amministratore delegato, segno di una rottura profonda che non sembra potersi rimarginare facilmente senza un cambio di rotta netto nel progetto sportivo.
Il futuro di Tare e il muro contro muro tra Ibrahimovic e Allegri
Il quadro dipinto è quello di una società bifronte in cui, secondo l’editoriale, «non c’è traccia di un progetto». Le indiscrezioni riportate parlano di un Igli Tare ormai prossimo all’uscita, mentre si consumerebbe un aperto contrasto tra Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic e il tecnico Massimiliano Allegri. In questo clima di incertezza e divisioni interne, l’allenatore livornese sembra quasi isolato, con il solo obiettivo di blindare il posto in Champions League prima di un probabile addio a fine stagione.