HANNO DETTO
Pavlovic a tutto tondo: «Allegri è fondamentale, mi ha migliorato! Vlahovic al Milan? Ci sentiamo tutti i giorni e…»
Pavlovic, intervistato da Tuttosport, ha parlato così del Milan, dell’importanza di Allegri, del suo ruolo e delle voci attorno a Dusan Vlahovic
In una lunga intervista esclusiva rilasciata ai microfoni di Tuttosport, Strahinja Pavlovic si è messo a nudo, ripercorrendo le tappe di una carriera che lo ha portato a diventare il nuovo idolo della tifoseria rossonera. Il centrale serbo ha ricordato con un pizzico di amarezza il suo primo contatto con l’Italia nel 2019, quando il trasferimento alla Lazio sfumò clamorosamente a causa di alcune anomalie riscontrate durante le visite mediche. Nonostante la delusione di allora, il difensore ha sottolineato come quel momento lo abbia forgiato, permettendogli di arrivare al Milan nel 2024 con una maturità diversa e la voglia di spaccare il mondo sotto la guida di Massimiliano Allegri. Ecco, di seguito, tutte le sue parole.
SULLA PAURA DI SMETTERE PER IL PROBLEMA CARDIACO – «Un po’ sì: quello è stato un momento difficile per me, ma se ora sono qui vuole dire che tutto si è poi sistemato».
IL SUO MODELLO DI DIFENSORE – «Nemanja Vidic».
SULL’ATTACCANTE CHE GLI HA DATO PIU’ FASTIDIO – «In questo campionato direi Lautaro e Thuram, ma ricordo ancora quanto è stato difficile marcare Giroud quando ho giocato contro il Milan in Champions».
SE HA SENTITO VLAHOVIC IN VISTA DI MILAN JUVENTUS – «Sì, si, noi due ci sentiamo sempre… Dusan è un mio grande amico e quasi tutti i giorni ci scriviamo o ci parliamo. Lui è un grande giocatore e una grande persona. Prima di venire al Milan gli avevo chiesto com’era l’Italia e ho fatto due chiacchiere sull’argomento pure con Milenkovic e Terzic, sa qui giocano tanti miei connazionali e questo mi piace molto».
SE UNO COME VLAHOVIC FAREBBE COMODO AL MILAN – «Questa non è una domanda per me… Posso però dire che è un grande giocatore con tanta qualità: quando lui è in forma è il numero uno, il miglior attaccante del campionato e uno dei più bravi al mondo».
SUL MARCARLO IN ALLENAMENTO – «Non è facile… Contro di lui ho giocato pure all’andata contro la Juve quando è entrato negli ultimi venti minuti».
SE HA MAI PENSATO DI CAMBIARE RUOLO – «Pensi che da piccolo ci giocavo pure, in attacco. Come centravanti ma pure come numero dieci e questo mi aiuta nel muovermi in area di rigore… Magari potrei riprovarci nel campionato serbo, ma qui in Italia è troppo difficile».
COME E’ DIVENTATO DIFENSORE – «Prima mi hanno retrocesso a terzino, quindi centrale. All’inizio l’ho presa male, poi ho capito che era la mia strada».
SUL GOL PIU’ BELLO – «Il più bello quello contro il Torino, mentre il più importante è stato quello segnato a Cremona all’ultimo minuto: sembrava stregata».
SULLE LIBERTA’ CHE GLI CONCEDE ALLEGRI – «A lui piace darmi questa libertà di andare avanti per aiutare in attacco: questa è sempre stata una mia caratteristica e mi piace sfruttarla, in più mi aiuta il fatto di giocare come “braccetto” nella difesa a tre: giocando a quattro sarebbe impossibile andare a fare quelle corse in avanti. Tutto questo piace un po’ meno a Mike (Maignan, ndr) che mi urla sempre “Pavlo basta, stai dietro”».
SU COSA LO HA MIGLIORATO ALLEGRI – «Nella tattica, nel sapermi posizionare in campo e nel capire quali devono essere le giuste distanze tra noi in fase difensiva. Sono tutte piccole cose che però fanno la differenza e lui è un numero uno nell’insegnartele».
SUL MODO DI DIFENDERE – «Rispetto all’anno scorso è cambiato il nostro modo di giocare: ora tutti curano la fase difensiva e poi, allo stesso modo, tutti attaccano in blocco».
SUL RAPPORTO CON ALLEGRI – «A me sta molto simpatico e mi piace il fatto che ci tenga a parlare un po’ a tutti, si vede che conosce come si costruisce un gruppo».
SULL’IMPORTANZA DI ALLEGRI – «Sì, lui è molto, molto importante per noi. Noi tutti siamo cresciuti con lui ed era soltanto il primo anno, avendo più tempo per lavorare, miglioreremo ancora».
COSA SI IMPARA ALLENANDOSI CON MODRIC – «Tutto. Lui è un esempio in tutto ciò che fa: nella vita privata e sul campo».
IL COMPAGNO CHE LO FA PIU’ ARRABBIARE – «Negli ultimi due-tre mesi Odogu, lui sa perché anche se è un grande amico, ma sono cose nostre».
SE E’ VERO UN VECCHIO INTERESSE DELLA JUVENTUS AI TEMPI DEL PARTIZAN – «Non ricordo di aver parlato con nessuno di loro, forse il mio procuratore».
SE QUESTA JUVENTUS PUO’ FAR PAURA – «Paura no, ma abbiamo grande rispetto per loro. Sappiamo cosa dobbiamo fare per affrontarli, vediamo cosa accadrà».
SULLE DIFFICOLTA’ CONTRO LE PICCOLE – «Credo sia stato un problema di mentalità. Questo era soltanto il primo anno di Allegri e ci serve ancora del tempo per crescere. Però le basi ci sono, visto che in questo Milan ci sono tanti buoni giocatori di qualità».
SULL’IMPORTANZA DI TORNARE IN CHAMPIONS LEAGUE – «È la competizione che tutti vogliono giocare, ma mancano ancora cinque partite e dobbiamo ancora lottare fino alla fine per arrivarci».
MILANO COME CITTA’ – «Sì, mi piace Milano, la gente, i tifosi, la moda e pure il cibo, naturalmente. E spero di restare tanti anni al Milan».
QUANTO FA MALE NON ANDARE AL MONDIALE – «Fa male, tanto male….».
SULLA NASCITA DELLA FIGLIA – «È stata la cosa più bella del mondo: adesso per me non esiste più tempo libero, semplicemente perché quando sono a casa voglio sempre stare con lui. Per ora non è cambiato nulla, dormo solo un po’ meno: è mia moglie a fare tutto il… lavoro. Tra l’altro ha dei piedoni: quelli li ha presi proprio dal papà magari lui sarà un giocatore di basket, chissà. Un’esultanza per Tadija? Io sono sempre pronto…»