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Allegri non ci sta, i tifosi sono infuriati: è Conte il problema
La lotta Scudetto è tutt’altro che decisa, soprattutto dopo che l’Inter non è stata in grado di vincere nelle ultime tre uscite. Ad Allegri però non va giù una cosa in particolare.
Mancano otto atti alla fine di un’opera che sembrava già scritta, eppure il sipario si alza oggi su una trama stravolta e intrisa di tensione. La trentesima giornata ha ufficialmente certificato la crisi d’identità della capolista: l’Inter di Cristian Chivu ha improvvisamente smarrito la via, bruciando un tesoro di certezze in appena 270 minuti. I soli due punti raccolti nelle ultime tre uscite rappresentano un campanello d’allarme assordante per una squadra che pareva avviata verso un trionfo solitario.
Alle spalle dei nerazzurri, il vento è cambiato rapidamente. Il Milan e il Napoli, grazie ai successi sofferti ma vitali contro Torino e Cagliari, hanno accorciato ulteriormente le distanze, approfittando dell’incapacità dell’Inter di ritrovare il bottino pieno. Con soli sei punti di vantaggio sui rossoneri e sette sugli azzurri, il margine di errore si è assottigliato drasticamente. In un campionato che non fa sconti, sei lunghezze a otto turni dal termine non sono più una garanzia di immunità, specialmente quando l’inerzia psicologica sembra essersi trasferita altrove. Eppure, nonostante la classifica veda il Milan come primo inseguitore, i radar della “Beneamata” sembrano orientati con preoccupazione quasi esclusiva verso il Golfo di Napoli.
L’ombra di Conte e il fantasma del 2025: perché l’Inter teme il Napoli
Non tragga in inganno il terzo posto o il distacco di sette punti: nell’inconscio collettivo del tifo interista, il vero pericolo ha le sembianze di Antonio Conte. Il Napoli, che sta recuperando i suoi pezzi pregiati e beneficia di un calendario sulla carta meno impervio, incarna l’incubo perfetto per chi ha ancora vive le cicatrici dello scorso anno. La memoria corre inevitabilmente allo scudetto perso in volata sotto la gestione Inzaghi, una ferita che brucia ancora e che alimenta il timore di un nuovo, clamoroso crollo sul traguardo. A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato lo stesso Conte, che dopo il blitz in Sardegna ha abbandonato la prudenza per indossare i panni del provocatore: “La nostra vittoria metterà pressione a chi è davanti”.

Una frase profetica, quasi una sentenza, che ha già prodotto i primi effetti destabilizzanti, come dimostrato dal nervoso pareggio interista contro la Fiorentina. In tutto questo, resta da capire come accoglierà la notizia Massimiliano Allegri. Sapere che i “cugini” nerazzurri temono più il ritorno di Conte che la sua rincorsa concreta – nonostante il Milan sia matematicamente più vicino alla vetta – suona quasi come un velenoso sfottò da derby. Il tecnico livornese, da sempre maestro di psicologia, potrebbe usare questo “snub” mediatico per caricare ulteriormente un ambiente rossonero che, in silenzio, punta a scippare il titolo a entrambe le rivali. La volata finale è partita, e i fantasmi del passato corrono veloci quanto le gambe dei protagonisti.