17 dicembre 1989 – Quando il “baccano” di Tokyo non fermò il Milan

Dopo il 119esimo compleanno festeggiato ieri dal Milan, oggi è già un’altra giornata storica per la società rossonera che 29 anni fa alzata la sua seconda Intercontinentale

Il 17 dicembre del 1989, vent’anni dopo aver giocato e vinto la sua unica Coppa Intercontinentale, il Milan sfida a Tokyo l’Atletico de Medellin per un’altra finale. Alla guida dei rossoneri c’è il leggendario Arrigo Sacchi mentre in campo a dominare è il trio di olandesi Rijkaard, Gullit e Van Basten. In mezzo ad una vera e propria bolgia creta per l’occasione dai tifosi giapponesi, in questi giorni paragonata a quella del Pireo che ha visto però i rossoneri uscire dall’Europa League, il Milan ha disputato una gara fisica e maschia ma fin troppo controllata arrivando ai tempi supplementari sul punteggio di 0-0.

Quando ormai i calci di rigore sembravano essere l’unica soluzione, Marco Van Basten si procura una pericolosissima punizione dal limite dell’area a dieci minuti dalla fine. A battere il calcio piazzato sarà Alberigo detto “Chicco” Evani che disegna con un sinistro magico una traiettoria impossibile da parare. La rete sarà l’unica del match e il Milan potrà così alzare al cielo la propria seconda coppa intercontinentale, trofeo che verrà replicato l’anno successivo contro l’Olimpia Asunción Dopo aver festeggiato ieri ipropri 119 anni di vita il Milan oggi può già ricordare un’altra giornata storica: la vittoria della seconda Intercontinentale.