HANNO DETTO
Vernazza, l’affondo al Milan: «Ha perso l’orientamento. Allegri doveva pilotarli verso una qualificazione senza patemi»
Vernazza, nonostante l’assenza di coppe europee, i rossoneri rischiano di complicarsi il cammino verso l’obiettivo stagionale
La volata per l’Europa entra nel vivo e, secondo Sebastiano Vernazza, la situazione in casa Milan è tutt’altro che serena. Con i rossoneri attualmente terzi a quota 67 punti e la Juventus quarta a 65, il destino resta nelle mani di Massimiliano Allegri, ma il clima di incertezza preoccupa l’ambiente. Per la certezza matematica senza guardare gli altri campi, al Diavolo servirebbero due vittorie, mentre ai bianconeri tre, ma entrambe le formazioni sembrano aver smarrito la propria identità in un momento cruciale della stagione.
L’analisi di Vernazza sulle colonne della Gazzetta dello Sport mette in luce una squadra apparsa svuotata e priva di una guida tecnica chiara. Il giornalista sottolinea come il Milan sia spremuto e abbia perso l’orientamento tattico, con i calciatori che non sanno più a quale sistema di gioco affidarsi. Dopo il deludente passo falso di Reggio Emilia contro il Sassuolo, la sfida di domenica sera a San Siro contro l’Atalanta assume i contorni di una vera prova del nove, tutt’altro che scontata per una compagine in palese crisi di risultati e di gioco.
Vernazza, le ultime tre tappe e le colpe della gestione tecnica
Il finale di stagione prevede poi le sfide contro Genoa e Cagliari, guidate rispettivamente da De Rossi e Pisacane. Sebbene siano formazioni ormai salve, Vernazza avverte che giocare contro chi ha la mente leggera e nessuna pressione potrebbe rivelarsi un’insidia maggiore per un Milan contratto. L’affondo finale riguarda la gestione di Allegri: avendo goduto di un’annata senza lo stress delle coppe europee, il tecnico avrebbe dovuto garantire un percorso molto più lineare verso l’obiettivo minimo.
«Il Milan terzo a quota 67 e la Juve quarta a 65 rimangono padrone del loro destino. Oggi, per essere certo di farcela senza dipendere dai risultati degli altri, al Milan basterebbero due vittorie, mentre alla Juve ne occorrerebbero tre. La domanda è semplice: Milan e Juve sono in grado di raggranellare quel che serve? Per diversi motivi, sono squadre in difficoltà. Il Milan è spremuto e ha perso l’orientamento, i giocatori non sanno più a che gioco votarsi. Visto quel che è successo contro il Sassuolo a Reggio Emilia, Milan-Atalanta di domenica non sarà una passeggiata. Buon per Massimiliano Allegri che le ultime due giornate prevedono Genoa e Cagliari, formazioni sane e salve, dunque appagate, ma non è detto che sia un bene. Le squadre di De Rossi e Pisacane giocheranno con la mente leggera, senza ansia né stress. Il Milan ha goduto, si fa per dire, di un’annata fuori dall’Europa. Meno partite, meno viaggi, meno stress psico-fisico. Nessuno chiedeva ad Allegri lo scudetto, ma Allegri doveva pilotare il Milan verso una serena qualificazione Champions. È allucinante che a tre giornate dalla fine si sia finiti preda dei patemi»