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Editoriali

Milan Atalanta: racconto di una splendida domenica a San Siro

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Chi c’è stato porterà con sé per tanto tempo il ricordo di una domenica bellissima in un San Siro quasi commovente

L’ultima partita in casa della stagione, il penultimo ostacolo verso quel sogno chiamato Scudetto; domenica a San Siro si è respirata un’aria stupenda, fin dal primo pomeriggio, fin dalle ore antecedenti la partita. Mancavano ancora 4 ore alla gara e già la metropolitana milanese si andava riempiendo di vessilli rossoneri; tanta era la passione che in una assolata domenica di maggio, i tifosi del Diavolo si son riversati allo stadio in netto anticipo (i cancelli aprivano solo alle 16, ndr).

Usciti dalla stazione della metro, ecco in lontananza apparire la ‘Scala del Calcio’ in tutta la sua maestosità e le gigantografie sulle torri con la scritta ‘Forza Milan’ e i quattro cavalieri rossoneri a far da cornice. Il piazzale dello stadio è già pieno, sono previsti 75mila spettatori che, una volta dentro, allietano con quella coreografia da applausi: “Sempre Milan, forza lotta insieme a noi”. San Siro ribolle, in occasione del contatto Giroud-Djimsiti nel primo tempo, i fischi hanno raggiunto un livello di decibel che nemmeno un Boeing 747 al decollo. Dopodiché ci ha pensato Leao a far venir giù lo stadio una prima volta ma niente in confronto al boato dopo il ‘coast to coast’ di Theo Hernandez. Da lì in poi è stata un’esplosione di gioia che si è protratta fin dopo il 90′ con il pubblico che proprio non ne voleva sapere di uscire dallo stadio.

C’era da acclamare una squadra arrivata ad un passo da un miracolo, c’era da ballare ‘Pioli is on fire’ insieme al tecnico rossonero, c’era da saltare perché ‘Chi non salta nerazzurro è’, c’era da immortalare un momento di pura gioia rossonera, un momento atteso da tanto, troppo tempo. Ancora alle 11 di sera alle fermate dei bus, alla stazione di Lampugnano, sulla metro e per le strade si vedevano maglie rossonere e tifosi che ancora cantavano al termine di una domenica mozzafiato ‘per chi l’ha visto e per chi non c’era’ come cantava Ivano Fossati e si davano appuntamento a domenica prossima, a Reggio Emilia, per chiudere un cerchio e coronare un sogno chiamato Scudetto.