Milan-Atalanta, il meglio e il peggio

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Il Milan ha pareggiato in casa contro l’Atalanta, un pareggio che lascia tutti con l’amaro in bocca

Il Milan ha portato a casa l’ennesimo pareggio che non ha soddisfatto nessuno, quella di ieri è la seconda partita consecutiva pareggiata dopo la trasferta di Cagliari. Altri due punti persi che non possono far felice l’ambiente rossonero, con quattro punti in più la squadra di Gattuso sarebbe già a ridosso della zona Champions League anche con una partita in meno. Quella di ieri è stata l’ennesima partita di un diavolo a due facce, bello e feroce quando attacca, brutto e impaurito quando passa in vantaggio. Ecco tutto quello che ha funzionato e non funzionato nella partita di ieri

IL MEGLIO – Ieri sera sono stati messi in evidenza alcuni segnali positivi, come le due ottime prestazioni di Suso e Bonaventura ma anche la buona fase offensiva. La qualità tecnica del diavolo è notevole e viene messa in mostra ogni domenica  , nelle prime 5 partite stagionali sono stati realizzati 8 goal, una media di quasi due goal a partita; sintomi di una squadra in salute quando attacca. Una delle note positive è sicuramente la facilità con cui i rossoneri riescono ad uscire palla al piede, buoni gli schemi di Gattuso per permettere ai suoi ragazzi di costruire le azioni partendo da rimessa dal fondo, in particolar modo l’abbassamento di uno dei due terzini e l’avanzamento di uno dei centrali di difesa, ciò permette a Donnarumma di trovare sempre un compagno libero.

IL PEGGIO – Se il Milan è in salute quando attacca, lo è meno quando è costretto a difendersi soprattutto dopo essere passato in vantaggio. La squadra di Gattuso deve lavorare molto sulla fase difensiva, spesso troppo fragile dopo essere passata in vantaggio. I ragazzi di Gattuso danno sempre la continua sensazione di poter subire goal dopo aver trovato il vantaggio, un aspetto mentale che deve essere migliorato.