Milan: a gennaio rivoluzione in attacco

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Nell’ultimo periodo le indiscrezioni di mercato fioccano come neve al polo nord. Ogni giorno almeno cinque nomi vengono accostati a differenti top club, partendo dal calciatore semi sconosciuto arrivando al “fenomeno” che pur di vestir quella maglia sarebbe disposto a percorrere il tragitto verso la nuova destinazione a testa in giù, su una mano mentre suona il pianoforte. Avete presente “Messi: ipotesi Juventus”? Esattamente. Rumors ai confini della realtà, degni della regia di Spielberg e Tarantino riempiono i giornali. Il Milan non è ovviamente da meno. E mentre alcuni nomi accostati alla compagine rossonera hanno suscitato perplessità “Vangioni? Chi?”, incredulità “Khedira? Davvero?” o ilarità “Cerci per Torres? Non fatemi ridere” ciò che è sicuro riguardo il mercato invernale del Milan è il capitolo cessioni. Soprattutto dal centrocampo in su. Del reparto offensivo attuale, infatti, sono stati confermati solo il jolly Jack Bonaventura e il fantasista Jeremy Menez. Tutti gli altri orbitano intorno ai due pianeti “partenza certa” e “se arriva la giusta offerta”. Con le valigie già pronte ci sono Saponara e Niang. Il primo dopo aver dimostrato l’inadeguatezza sulla fascia, non ha convinto Pippo Inzaghi a schierarlo mezz’ala, il secondo ha esuberanza atletica da vendere ma è tatticamente/tecnicamente troppo acerbo per reggere la pressione rossonera. Il prestito di entrambi è certo, il trasferimento definitivo da trattare. Soprattutto l’italiano, però, potrebbe essere in futuro un bel rimpianto. Ufficialmente incedibili, ufficiosamente in cerca di squadra sono Pazzini e Torres. L’italiano ha all’attivo sole sette presenze e ha fatto capire senza mezzi termini di voler la cessione per trovare continuità. Ha estimatori in Premier, Aston Villa, Sunderland, Bunrley e QPR su tutte ma l’ipotesi più concreta è senza dubbio un ritorno a Genova per sostituire il partente Gabbiadini. E pretendere più di 4-5 milioni sarebbe assurdo. Torres corrisponde all’ennesima dimostrazione della mancanza di un progetto lungimirante. Gli indizi che portavano al flop erano numerosi ma Galliani ha voluto tentare la scommessa. E i risultati sono alla luce del sole. Il giocatore non ha chiesto esplicitamente la cessione ma la società, in questo momento, non può permettersi 4 milioni di euro netti annui in panchina. Dopo averlo offerto ad Atletico Madrid e Liverpool, è certo che il giocatore sia in vendita. La domanda “chi lo vorrà acquistare?” rimbomba nella mente di ogni tifoso. Capitolo El Shaarawy. Il giocatore è il “tesoretto” sacrificabile. Già l’anno scorso (di questi tempi) la società accettò l’offerta dei russi dell’Anzhi e l’operazione non si concluse per il rifiuto del calciatore a trasferirsi in quella terra gelida. Che sia lo scambio di prestiti con Destro o l’offerta secca del Borussia Dortmund, la sua cessione è più che probabile. Per finire Honda. Il calciatore nonostante le fasi alterne e gli interessamenti di più club europei rimarrà al Milan al 100%. Il motivo? Porta nelle casse rossonere circa 10 milioni di euro annui dagli sponsor.

Prevedere le operazioni in entrata è pressoché impossibile fin quando ci sarà Galliani e nel bene o nel male stupirà anche questa volta. Dopo il match con la Roma la società s’incontrerà con l’allenatore e insieme “costruiranno” il mercato. Non prima, però, di aver stabilito una volta per tutte quale sarà il sistema definitivo: una punta, due punte, prima punta e seconda punta o falso nueve. Sciolto questo arcano si potrà agire. Il tesoretto a disposizione, cessioni permettendo, sarà molto esiguo quindi è altamente consigliabile tenere un grado di aspettativa su un livello piuttosto basso. Tuttavia, un prestito low cost di Cerci all’ultimo secondo è più che probabile ma è più facile un ritorno di Robinho che puntare su un baby talento quale Januzaj per iniziare a costruire il futuro (ala, 19 anni, tecnico, veloce, esperienza internazionale, ingaggio medio basso). Entro fine gennaio si compirà la rivoluzione in attacco, rimane solo da capire se porterà ad una miglioria o all’ennesimo reparto di figurine.

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