Marco Giampaolo: rivoluzione filosofica e tattica a Milanello

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Marco Giampalo al Milan rivela ai tifosi tutta la sua voglia e la sua passione per questa nuova avventura in rossonero

Attraverso un video pubblicato su MilanTv, Marco Giampaolo ha avuto l’occasione di esternare la sua felicità e volontà di iniziare al più presto la nuova avventura da allenatore del Milan. Evidente sin da subito il taglio netto con il passato più recente, Gennaro Gattuso: il tecnico abruzzese si mostra sin da subito pronto ed entusiasta dell’idea di poter lavorare con figure dello spessore di Boban e Maldini, descrivendoli con parole di pura ammirazione «Serietà, competenze e passione. Loro trasmettono ciò che significa lavorare nel Milan, essere il Milan.», affermando inoltre che ci sarà l’occasione di conoscersi giorno dopo giorno e passo dopo passo. Un cambiamento radicale rispetto al recente passato, dove Gattuso aveva un rapporto ventennale con l’ex dirigente Leonardo, nonostante le frizioni tra i due, e l’attuale DT Maldini.

La rivoluzione attuata dalla nuova dirigenza può, inoltre, intravedersi nella decisione stessa del tecnico abruzzese: un allenatore che a differenza dei suoi predecessori (Gattuso, Inzaghi, Brocchi e Seedorf) non ha mai assaporato l’essenza Milan ma, per la quale, è pronto ad imparare immediatamente, grazie a Boban e Maldini, i suoi principali aspetti. Un primo passo di avvicinamento all’anima rossonera Giampaolo lo attua subito all’interno dell’intervista a MilanTv, affermando «Non ho la presunzioni di accostarmi da oggi a tecnici come Sacchi, Capello e Ancelotti ma questa sarà la mia filosofia.», rivoluzionando parecchio l’idea di gioco del Milan dell’anno scorso, caratterizzata maggiormente dal «veleno» che Rino cercava sempre di tirar fuori dai propri giocatori in ogni occasione.

Ora non resta che aspettare che il campo dimostri che la scelta della Rivoluzione filosofica e tattica attuata dalla nuova dirigenza dia i suoi frutti, augurandoci magari che Giampaolo riesca ad imporre il proprio gioco, la propria filosofia come ha avuto occasione di mostrare a Genova, sponda Sampdoria, e che magari Sacchi, Capello e Ancelotti non rimangano solo degli idoli da inseguire ma “mostri sacri” a cui essere accostati.