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Malagò nuovo Presidente FIGC, in ascesa le sue chance: ha il 48% dei consensi
Malagò verso la Presidenza della FIGC? Crescono sempre più di più le chance dell’ex numero uno del CONI
Il panorama politico del calcio italiano si avvia verso una fase di profonda trasformazione. La corsa alla Presidenza della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) registra un’accelerazione significativa che vede protagonista Giovanni Malagò. L’ex Presidente del CONI, figura di spicco dello sport nazionale, ha incassato ufficialmente il sostegno di due pilastri fondamentali del sistema calcistico: l’AIC (Associazione Italiana Calciatori) e l’AssoAllenatori (AIAC).
I numeri della scalata: Malagò sfiora la maggioranza
Il supporto delle componenti tecniche non è solo simbolico, ma sposta drasticamente gli equilibri elettorali. Grazie a queste nuove alleanze, la candidatura di Malagò può ora contare su una base solida che raggiunge il 48% dei consensi totali.
La ripartizione delle percentuali elettorali evidenzia una coalizione trasversale:
- Serie A: 18% dei voti.
- AIC (Calciatori): 20% dei voti.
- AssoAllenatori: 10% dei voti.
Con quasi la metà dei delegati già schierati, la strada verso via Allegri appare in netta discesa. Per ottenere l’elezione ufficiale serve ancora un ultimo sforzo diplomatico per raggiungere la soglia della maggioranza assoluta, ma il trend è inequivocabile: Malagò è attualmente il favorito principale.
Perché il fronte tecnico ha scelto Malagò?
La scelta di calciatori e allenatori di convergere sul nome di Malagò nasce dalla necessità di una guida carismatica e di comprovata esperienza istituzionale. In un momento di crisi per il movimento, segnato da riforme strutturali ancora in sospeso e dalla necessità di rilanciare il brand del calcio italiano a livello internazionale, il profilo dell’ex numero uno del CONI garantisce stabilità e autorevolezza.
L’Associazione Italiana Calciatori, guidata dalla volontà di tutelare i diritti degli atleti e la sostenibilità del sistema, vede in Malagò l’interlocutore ideale per mediare tra le esigenze dei club e quelle dei tesserati. Parallelamente, l’AssoAllenatori punta su una figura capace di valorizzare la formazione e la centralità tecnica del calcio italiano.
Cosa succede ora?
Nonostante il 48% rappresenti una base d’asta formidabile, la partita non è ancora chiusa. Restano da definire le posizioni della Lega Pro, della Lega B e soprattutto della Lega Nazionale Dilettanti, che con il suo peso elettorale rimane l’ago della bilancia per ogni candidato. Tuttavia, il “blocco tecnico” unito alla massima serie rappresenta un segnale politico di rottura rispetto al passato, proiettando Malagò verso un ruolo di leadership che potrebbe cambiare il volto del calcio italiano nei prossimi anni.