Ausilio top, Mirabelli flop. Qual è la verità?

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In vista della prossima stagione il club spagnolo sonda il territorio per una nuova figura in dirigenza, Ausilio tra i candidati. Dopo la prima stagione positiva dell’Inter, siamo sicuri si meriti queste attenzioni?

E’ dell’ultima ora la notizia dell’interesse da parte del Siviglia nei confronti di Piero Ausilio. Il club andaluso sta infatti cercando una figura dirigenziale affidabile con cui ripartire la prossima stagione e l’attuale direttore sportivo nerazzurro sembra il principale indiziato. E’ sembrata sufficiente una stagione positiva, che porterà probabilmente all’Inter la qualificazione in Champions dopo anni di assenza, per convincere un club prestigioso come il Siviglia a prendere il considerazione il suo profilo. Ma siamo sicuri che Ausilio sia bravo come si pensa? In un periodo che ha visto Massimiliano Mirabelli crocifisso per l’evidente sproporzione tra cifra investita nel mercato estivo e posizione attualmente ricoperta in classifica dal Milan, dall’altra parte invece viene osannato un dirigente che di sbagli negli anni ne ha commessi tanti. Dopo che l’Inter lo scorso anno è addirittura arrivata dietro al Milan, non raggiungendo nemmeno la qualificazione in Europa League, e dopo stagioni in cui sono state collezionate più delusioni che gioie, risulta difficile giustificare questa improvvisa esaltazione.

Ricordiamo che Ausilio è all’Inter dal 2014, e fino ad oggi sono stati parecchie le operazioni portate a termine, che molto spesso non sono coincise con dei risultati raggiunti dalla squadra. E’ interessante osservare come da una parte venga già dato per licenziato un dirigente che ha sì speso tanti soldi per una stagione di fatto deludente, ma che comunque ha iniziato il proprio lavoro solo quest’estate, mentre dall’altra viene esaltato un profilo che continua a fallire stagioni da anni e che solo nell’ultimo periodo sta raccogliendo i primi risultati positivi. Interessante è anche ricordare che tra gli anni del fallimento nerazzurro sotto la gestione Ausilio la finestra di mercato gestita nella maniera più decente fosse quella in concomitanza con un certo Marco Fassone, nel 2014/2015, stagione in cui sono stati acquistati giocatori come Brozovic, attualmente titolare nell’undici nerazzurro, e in cui il saldo delle cessioni ha superato quello degli acquisti. Se analizziamo poi le altre stagioni, non faremo fatica a trovare investimenti fallimentari e la lista non è nemmeno così corta. Dai 36 milioni per Kondogbia, ai 20 milioni per Dalbert, passando per i 15 di Shaqiri. La domanda sorge quindi spontanea: ma siamo sicuri di non sbagliarci sul conto di Ausilio?

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