Il Milan di Inzaghi non conosce “L’aurea mediocritas”

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Le quindici giornate di Serie A andate a referto bastano e avanzano per definire un carattere inequivocabile del Milan di Inzaghi, ossia la sua incapacità a mantenere un minimo di equilibrio. Il “giusto mezzo” è la virtù decantata anche dal filosofo latino Orazio, e più nota come ‘aurea mediocritas’, un ideale che nell’antica Roma esaltava la condizione di vita moderata e senza eccessi. Per farla breve, ciò che non si addice alla squadra rossonera di quest’anno.

Ecco infatti tutte le eccedenze statistiche del Milan di Inzaghi:

18, i gol incassati, tanti quanti l’Atalanta, che naviga nei bassifondi della graduatoria.

25, le realizzazioni, quello del Milan è il quinto miglior attacco del campionato.

2, i centri delle punte di ruolo (uno a testa per El Shaarawy e Torres, a secco invece Pazzini).

17, le marcature degli attaccanti sulla carta non puri, Bonaventura (3), Menez (8) e Honda (6).

3 su 3, le sconfitte rossonere senza appello: in tutti i k.o. rimediati (Juventus, Palermo e Genoa) il Milan non ha mai segnato.

3 punti, tanto valgono i gol di Menez, in percentuale (solo con l’Inter è arrivato un pareggio).

Poi si è sempre in tempo per aggiornare…

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