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Ibrahimovic peggiore in campo? Niente male. Il diavolo ne esce più maturo

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Ibrahimovic etichettato come il peggiore in campo, se questo è il rendimento minimo dello svedese allora va bene così. Milan umano ma maturo

Il match di ieri sera al Dall’Ara ha offerto alcuni spunti da analizzare, relativi alla prestazione collettiva di squadra e anche del rendimento di alcuni singoli. In particolare, nell’occhio del ciclone mediatico è finito Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese in effetti non ha fornito la sua miglior performance della carriera, venendo addirittura criticato dai tifosi milanisti e, ovviamente, anche dagli avversari.

Perfetto. Andiamo ad analizzare in maniera oggettiva la gara di quello che è stato il “peggiore” in campo dei rossoneri: nel primo tempo manda in porta Rafael Leao per il gol del vantaggio rossonero. Nella ripresa commette un’autorete che dà il via alla momentanea rimonta del Bologna. Nel finale chiude i conti con un destro all’angolino fissando il punteggio sul definitivo 4-2. Ricapitolando, la brutta gara di Ibrahimovic lo ha visto protagonista di un gol e un assist. Se questo è il rendimento minimo dello svedese (ovvero che può fare molto di più), allora va bene così, i tifosi posso dormire sogni tranquilli. Tutto il resto è aria fritta.

Il Milan vince una partita grottesca che lo ha visto dominare da top club nel primo tempo, si è fatto rimontare in maniera davvero ingenua e illogica ad inizio ripresa, per poi arrivare al successo con orgoglio e qualità e diciamo anche sotto pressione, visto che il Bologna in 9 non aveva nulla da perdere. Questa squadra ha dimostrato, in questa settimana, che è umana e che quindi non sono perfetti, ma sono estremamente maturi.

Infatti, partite simili con prestazioni così altalenanti, gli altri anni il Milan non le avrebbe mai vinte. I rossoneri si sono innervositi dopo la rimonta bolognese, rischiando perfino di subire il terzo gol, ma sono riusciti a ritrovare la pazienza e la freddezza sufficiente per portare a casa un successo pesantissimo. Insomma, la squadra di Pioli avuto la maturità necessaria di portare a casa una partita bruttissima, rognosa, che segna un crocevia importante per far crescere ulteriormente la mentalità di questo gruppo.

Inoltre, al netto dei demeriti e dei black out, il diavolo ha fatto 25 punti su 27 in campionato, con quasi metà squadra indisponibile. Uno score soddisfacente, che deve mettere continuamente fame alla bocca dei rossoneri. Ora, il recupero di Theo dal Covid, la guarigione di Kessié, oltre all’imminente recupero anche di Diaz (tampone nelle prossime ore) è ossigeno puro. Perché in vetta l’aria è rarefatta, ma il Milan sta imparando a respirarla.