ESCLUSIVA MN24 – Antonio Genovese: «Begic è una trequartista»

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Antonio Genovese si è concesso in esclusiva ai nostri microfoni di Milannews24. Diversi i temi trattati, soprattutto sul Milan femminile

Costretto ad una sedia a rotelle dall’età di 14 anni, ha sempre vissuto con l’intento di poter realizzare il proprio sogno: entrare in sintonia completa con il mondo del calcio. È stato osservatore per le giovanili dell’Inter, oltre a diventare il primo allenatore italiano disabile con patentino Uefa-A. Lo scorso anno è stato viceallenatore dell’Empoli Ladies. Ecco ai nostri microfoni di Milannews24.com Antonio Genovese. Diversi i temi trattati, soprattutto sul Milan femminile.

È d’accordo con la possibilità di tornare a giocare i rispettivi campionati a porte chiuse o crede che questa non sia la soluzione adatta e sarebbe meglio aspettare che i contagi si concludano?

«Credo che bisognerebbe fermarsi e congelare la vittoria di un titolo e fermare le retrocessioni, di certo non playoff e playout in quanto sono troppe le gare ancora da disputare e tale formula andrebbe sperimentata prima. Sinceramente non assegnerei il Titolo (anche perché a differenza del Liverpool maschile, per fare un esempio, dove il distacco dal City è abissale qui i punti non sono tantissimi di distacco: nove. E Milan e Fiorentina non solo hanno una partita in meno rispetto alla Juventus ma entrambe devono ancora giocare lo scontro diretto contro la squadra bianconera e quindi..nulla è deciso.  Disputerei, se il covid19 lo consentirà, anche fosse in estate, il match appunto tra Milan e Fiorentina così che tutte le squadre abbiano lo stesso numero di partite giocate (16) e, alla luce del risultato che ne scaturirà ne uscirebbe la seconda squadra che insieme alla Juventus parteciperebbe alla prossima Champions League ma…congelando le retrocessioni e per la stagione 2020/2021 allargherei il campionato di Serie A a 14 squadre (le due in più sarebbero le prime due del campionato di B) con un mini-campionato di B con sole dieci squadre congelando i campionati dalla terza serie in giù (provvedimento già preso ad esempio in Inghilterra) e, aumentando le retrocessioni dalla A così che la stagione 2021/2022 abbia nuovamente un campionato di A e di B a 12 squadre. In Serie B i primi tre posti recitano: Napoli a 36 punti, Lazio W. a 34 e S. Marino a 32 ma.. la Lazio W. ha 16 partite contro le 15 di Napoli e S. Marino pertanto, per avere una situazione di uguali partite …come per Milan-Fiorentina in A, farei giocare la prima partita che devono recuperare Napoli e S. Marino e solo poi definire le prime due in classifica. Il Napoli manterrebbe comunque la prima posizione mentre per la seconda, che col Napoli salirebbe in A, sarebbe da verificare perché per arrivare seconda il S. Marino dovrebbe vincere per forza, diversamente qualsiasi altro risultato terrebbe la Lazio W. salda al secondo posto».

Anche quest’anno, come nella passata stagione il Milan femminile sta lottando per un posto in Champions League. Rispetto al Milan di Carolina Morace, crede che quello attuale di Ganz possa riuscire a concludere questo campionato al secondo posto?

«Se si dovesse riprendere direi che il secondo posto è l’obiettivo minimo perché come detto prima nulla è ancora chiuso».

Nota delle differenze tra il Milan femminile di Carolina Morace e quello di Ganz?

«Sì, sono due Milan diversi, la Morace aveva giocatrici più tecniche e di qualità nella zona nevralgica del campo: il centrocampo. Ed anche in avanti Giacinti era meno “sola” con un’attaccante delle qualità di Sabatino che con Valentina si trovava alla perfezione avendo giocato insieme anche a Brescia. Perdere Giugliano e Thaisa non è poco ma credo che con i nuovi innesti si sia visto sì un Milan diverso ma con più cuore. Sono molte le partite in cui ha ribaltato il risultato: Roma ed Inter per esempio; Conc, Fifi, Thorsvaldottir, Salvatori Rinaldi, Vitale hanno dimostrato di poter essere da Milan».

Se fosse il direttore sportivo del Milan femminile, in quale settore del campo opererebbe per rinforzare la rosa?

«Innanzitutto cercherei di creare un Milan camaleontico che a seconda dello svolgersi della partita o dell’avversario possa sviluppare diverse tipologie di gioco. In questo Milan secondo me dovrebbero esserci almeno due giocatrici per ruolo così da poter sostituire in necessità penso comunque almeno una giocatrice in più per ruolo. Se volessi ad esempio giocare a tre in difesa ho, ad oggi, tre centrali ma nessuno che eventualmente possa sostituirle. Inoltre, creerei ex novo la categoria Primavera ad oggi mancante, l’U17 attuale è forte ma non potrebbe reggere uno spostamento in blocco verso una categoria come la Primavera (U19) poiché, per una corretta crescita della calciatrice solo alcune potrebbero mantenere la categoria. La Primavera è da sempre il serbatoio della Prima squadra, basti pensare alle Primavera di Roma, Juve, Inter per vedere giocatrici che crescono vincono e debuttano in A. Ne conosco tante che verrebbero “a piedi” al Milan e la società avrebbe da subito una categoria altamente competitiva e potrebbe fare ciò che faceva il precedente Milan prima dell’avvento delle squadre maschili l’allora ACF Milan del compianto Presidente Crudo, vantava il record di scudetti primavera ben nove. In più la categoria Primavera gioca il Trofeo di Viareggio e così acquisterebbe anche maggiore visibilità internazionale».

Pamela Begic, che lei conosce molto bene visto che l’ha allenata ad Empoli, è stata uno degli acquisti di questo mercato invernale. Crede che possa fare bene al Milan? In quale ruolo la vedrebbe?

«Pam, l’ho sempre chiamata così e non riesco a chiamarla diversamente ora perdonami… è un’ottima giocatrice che fa anche gruppo in spogliatoio e credo il Milan abbia fatto bene a tesserarla però dovrebbe giocare in altro ruolo. Pam è sempre stata una trequartista grazie al suo fisico lo scorso anno ad Empoli la facemmo giocare spesso, se non sempre, da punta e lei in dodici partite fece sette gol e contribuì alla Promozione finale in A ma. Le difese in B non sono organizzate come quelle di A e non hanno tante giocatrici di fisico e trovarsi davanti Pam fa si che le avversarie concentrino l’attenzione su lei anche raddoppiando la marcatura ciò fa sì che si creino più spazi per le compagne e lei stessa poteva muoversi abbastanza liberamente in A è diverso e se si giocasse con un trequartista con due punte lei potrebbe giocare sulla trequarti senza problemi. Mister Ganz è in gamba e se lì non l’ha impiegata credo sia per una coperta corta in altri ruoli cui ha dovuto fare di necessità virtù».

Quanto tempo ci vorrà per vedere il Milan femminile o qualsiasi club italiano vincere anche in Europa?

«Sino a che non vi sarà almeno una sorta di semi-professionismo come in Francia ed Inghilterra la vedo dura anzi azzardo una forte candidata alla vittoria della prossima Champions. Sono certo che il Lione perderà molte ordine che confluiranno nel “nuovo” Real Madrid indebolendosi ma il Chelsea è una squadra, che è seconda un punto dietro il Manchester City e già vincitrice della Conti Cup con innesto a dicembre Samantha Kerr e da luglio 2021 Melanie Leupolz, direi che di diritto entra tra le candidate alla vittoria finale».

Lo scorso anno il Milan arrivò terzo con oltre dieci punti di vantaggio sulla quarta classificata, la Roma. Le piacerebbe vedere una sorta di Europa League femminile?

«Mi piacerebbe se avessimo più squadre che possano permetterselo ma così non è e non solo in Italia. In Francia ad esempio in D1 dietro Lione e PSG c’è un abisso e lo stesso nella Liga Iberdrola con ad oggi solo Atletico Madrid e Barcellona».

Ultima domanda: da poco è giunta l’ufficialità sulla sospensione definitiva dell’attività calcistica per le categorie giovanili, lei è d’accordo?

«Relativamente alla sospensione del Campionato Primavera, e a scalare gli altri. Sì, sono concorde per gli stessi motivi che hanno indotto alla sospensione, troppe partite da giocare in condizioni che ancora non si conoscono. Le ragazze seppur un minimo si allenino in casa. una ripresa equivarrebbe per me a dover rivedere una nuova preparazione e specie alle prime partite il rischio infortuni, crampi sarebbe maggiore e, metto sempre la salute delle mie atlete prima di tutto».