HANNO DETTO
Di Canio gela il Milan dopo l’Udinese: «Leao ha smesso di avere fame, pensa solo alle sfilate»
Di Canio attacca duramente la stella portoghese: il paragone con il lavoro del centravanti e l’accusa sulla vita privata
La debacle interna contro l’Udinese ha riacceso i riflettori sulla crisi d’identità del Milan, portando molti osservatori a puntare il dito contro i leader tecnici della squadra. Tra i critici più severi c’è sicuramente Paolo Di Canio, che dagli studi di Sky Sport non ha usato mezzi termini per analizzare il momento di Rafael Leao. L’ex attaccante ha evidenziato come il numero 10 rossonero, un tempo trascinatore assoluto, sembri oggi aver smarrito quella cattiveria agonistica necessaria per fare la differenza a certi livelli, preferendo concentrare le proprie energie su aspetti che esulano dal rettangolo di gioco.
Secondo l’opinione di Di Canio, il problema principale risiede in un appagamento precoce che avrebbe colpito il portoghese subito dopo la conquista del diciannovesimo scudetto. Mentre il ruolo di attaccante richiederebbe sacrificio, smarcamenti continui e un supporto costante alla fase difensiva, Leao sembra aver intrapreso una strada diversa, dando priorità ad interessi extra-calcistici che ne starebbero limitando la crescita professionale. Un’analisi spietata che mette a nudo la frustrazione di un ambiente che si aspetta molto di più dal suo giocatore più rappresentativo.
SACRIFICIO E CARATTERISTICHE – «Il lavoro del centravanti è enorme in qualsiasi categoria, devi smarcarti, correre, aiutare dietro. È una cosa che non tutti possono fare, ci sono caratteristiche ragazzi eh. Leao cosa devo dire? Che è un ragazzo che potrebbe aiutare la squadra ma non lo fa, non a pieno».
FAME E VITA PRIVATA – «Dopo lo scudetto vinto nel 2022 si è seduto, ha dato importanza ad altre cose, e va bene che la vita privata è un’altra cosa però.. le energie non le metti per registrare le canzoni o fare le sfilate di moda, il ragazzo non ha avuto più fame di migliorarsi».