News
Crisi Milan, l’accusa contro Furlani e Cardinale e l’impietoso confronto con l’Inter: i numeri non mentono mai
Crisi Milan, i tifosi rossoneri insorgono contro Gerry Cardinale e Giorgio Furlani: autori dell’ennesimo fallimento
Il Milan si trova a un bivio drammatico: mancano solo tre partite al termine di una stagione che rischia di chiudersi nel peggiore dei modi. La squadra di Massimiliano Allegri ha visto svanire il sogno tricolore e ora fatica a difendere il quarto posto, con la Roma tornata a soli 3 punti di distanza. La sconfitta contro il Sassuolo ha riaperto vecchie ferite, alimentando voci di una nuova rivoluzione estiva. Da quando Giorgio Furlani ha preso il comando, sancendo l’addio di Paolo Maldini, il club ha vinto solo una Supercoppa Italiana, perdendo però i punti centrali del progetto originario.
Le ambizioni dichiarate dalla dirigenza sembrano cozzare con la realtà del campo. Furlani dichiarò a «La Gazzetta dello Sport»: «Nel nostro club analizziamo costantemente le strategie più idonee per competere con i leader d’Europa. Il primo elemento rimarrà il calcio». Tuttavia, la squadra attuale di Allegri ha mantenuto pochissimi reduci dello scudetto 2022: solo Maignan, Tomori, Gabbia, Saelemaekers e Leão. Più che un consolidamento, quella rossonera somiglia a una continua epurazione di big, da Tonali a Reijnders, fino al futuro incerto della stella portoghese.
Crisi Milan, investimenti record e il confronto impietoso con l’Inter
Il dato più allarmante riguarda il rapporto tra spesa e rendimento. Negli ultimi tre anni, il Milan ha investito la cifra monstre di 441 milioni di euro, di cui ben 170 milioni solo nell’attuale stagione. Nonostante questo sforzo economico, la bacheca resta quasi vuota. Al contrario l’Inter, guidata da Cristian Chivu, ha conquistato due Scudetti e raggiunto due finali di Champions League spendendo nello stesso periodo circa 250 milioni di euro, ovvero quasi la metà dei cugini.
Il Ceo rossonero ha ribadito che: «La nostra priorità è rafforzare i progressi compiuti per essere competitivi ai vertici». Eppure, i numeri evidenziano un’inefficienza tecnica preoccupante. Se il Milan di RedBird vuole davvero tornare grande, deve iniziare a riflettere seriamente sulle mancate vittorie e su una gestione del mercato che, finora, ha prodotto solo enormi esborsi senza risultati concreti.