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Abate: «Lo stemma del Milan è più importante del nome sulle spalle»

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L’ex terzino rossonero Ignazio Abate ha parlato della situazione in casa Milan e dell’obiettivo Champions raggiunto

L’ex terzino rossonero Ignazio Abate ha parlato della situazione in casa Milan e dell’obiettivo Champions raggiunto. Queste le sue dichiarazioni sul canale Twitch del Diavolo:

Su Maldini – «Tutti sappiamo Paolo che uomo è, e come ha detto lui, la svolta del ritorno in Champions League è stata la riconferma sua e di mister Stefano Pioli perché hanno dato continuità al progetto. Finalmente il Milan è tornato nel calcio che conta, ma come ha detto lo stesso Maldini, questo deve essere l’inizio di grandi successi»

Su Ibrahimovic – «Non è più il giocatore di 10 anni fa, però quello che ha dato al Milan a livello mentale, carismatico e di convinzione, non ha precedenti secondo me. Lui ha una grande dote che è l’umiltà. È tornato in punta di piedi, ma poi in campo si trasforma e non vuole mai perdere. In allenamento è sempre davanti al gruppo perché vuole dimostrare agli altri come si fa a raggiungere degli obiettivi. Se uno ha vinto tanti trofei come ha vinto lui, non ci sono segreti, bisogna andare a tremila allora tutti i giorni. Avere o non avere Ibrahimovic, fa la differenza perché sposta gli equilibri. Quando quest’anno il Milan ha giocato senza di lui per poche partite è riuscito a sopperire alla mancanza, ma nel ritorno quando è mancato di più, l’assenza si è sentita e come»

Sull’esperienza – «A 20-22 anni ero molto più istintivo. Poi con il passare del tempo capisci molte cose e incidi nella partita anche con gli atteggiamenti. Questo fa parte dell’esperienza. Io prima delle partite avevo il mal di pancia, e quando lo avevo vuol dire che ero pronto per giocare la partita, ero teso al punto giusto. Il Milan ha fatto un anno e mezzo incredibile, come qualità del gioco e come unità di intenti, nonostante abbiano poca esperienza. Mi hanno emozionato tantissimo l’altra sera contro l’Atalanta»

Su Calabria – «Ha cambiato marcia a livello mentale. Già era un giocatore pronto e finito fin da subito, e dopo un periodo non brillantissimo, ha fatto il salto di qualità. Il tutto è partito con il ritorno di Ibrahimovic al Milan. La cosa particolare è che hanno fatto un grande girone di ritorno l’anno scorso e una grande andata quest’anno. Senza le vacanze di mezzo sarebbe stato scudetto»

Su Theo Hernandez – «Mi ha impressionato molto. Se dovesse migliorare ancora sia in fase difensiva che offensiva, può realmente diventare il terzino più forte del mondo. L’ho visto anche giocare dal vivo ed è impressionante»

Su Kessie – «Kessie giocherebbe titolare in tutti i top club d’Europa, è una forza della natura. Fare 50 partite all’anno più la nazionale non è facile. Ma ripeto, la svolta è stata il ritorno di Ibrahimovic. Sono migliorati tutti, Kessie, Rebic, Calhanoglu, Saelemaekers ecc»

Su cosa vuol dire stare al Milan – «Io non ti saprei spiegare benissimo cos’è il Milan. Io ci sono nato e cresciuto, per me è una famiglia a cui ho dato anima e corpo. Sono legato ai giocatori della vecchia guardia, ed è sempre più importante lo stemma che si porta davanti che il nome sulle spalle. Questo per me è il Milan»

Sulla partita contro l’Atalanta – «La squadra mentalmente era pronta e si vedeva già dai primi minuti. Stefano Pioli l’ha preparata bene facendo abbassare i 2 centrocampisti per dare protezione alla difesa. Il Milan ha meritato la qualificazione in Champions League perché per tutto l’anno è stato dentro nelle prime 4».