HANNO DETTO
Kaladze alla Gazzetta dello Sport: «Chi come me? Scelgo Pavlovic. Maldini mi ha insegnato tanto. Su Berlusconi e Shevchenko…»
Kaladze alla Gazzetta dello Sport: «Maldini mi ha insegnato tanto. Su Berlusconi e Shevchenko…». Segui le ultimissime
Il filo rosso che lega i grandi campioni del passato alla storia del Milan non si spezza mai. Recentemente, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Kakhaber Kaladze ha voluto ripercorrere le tappe fondamentali della sua gloriosa carriera in rossonero. L’ex difensore georgiano, noto per la sua duttilità e il suo carisma, ha espresso parole cariche di nostalgia e orgoglio per gli anni trascorsi a Milanello.
Un passato glorioso e un presente di cambiamenti
Le dichiarazioni di Kaladze arrivano in un momento di profonda trasformazione per il Diavolo. Con l’insediamento di Igli Tare, ex dirigente della Lazio noto per il suo fiuto nello scovare talenti internazionali, nel ruolo di nuovo Direttore Sportivo, la società punta a un rilancio strategico sul mercato. Al timone della squadra, invece, è tornato Massimiliano Allegri, il tecnico livornese già vincitore di uno scudetto sulla panchina milanista, chiamato a dare solidità tattica al nuovo progetto tecnico.
PAROLE – «Oggi un nuovo Kaladze? Scelgo Pavlovic, perché è mancino e gioca con il fisico come me. È ancora giovane e deve maturare in alcuni aspetti, ma è sulla buona strada»
«Maldini come compagno? Dico solo che avevo il suo poster in camera da ragazzino. Quando Shevchenko, che era con me alla Dinamo Kiev, firmò per il Milan, cominciai a tempestarlo di domande su Paolo. Ma sai, finché sei all’esterno non ti rendi conto davvero. Quando arrivai a Milano e lo conobbi, capii il perché era così grande: era una persona umile, eccezionale, prima ancora che un calciatore fenomenale. Mi ha insegnato tanto»
«Berlusconi? Le racconto un aneddoto: nel 2008 c’era la guerra in Georgia, una situazione tremenda. Io andai da Berlusconi, sapendo la buona relazione che aveva con Putin, chiedendogli se poteva fare qualcosa. Lui lo chiamò davanti a me e poco tempo dopo fu firmata la pace. Silvio per me non è stato solo un grande presidente, imprenditore e politico. Prima di tutto per me è stato un grande uomo»
«Shevchenko e la guerra in Ucraina? Ne abbiamo parlato più volte. Noi in Georgia abbiamo vissuto qualcosa di simile: la guerra è qualcosa di terribile. Ma la domanda di fondo per me è una: dove ci sta portando tutto questo? Non riesco a trovare una risposta»