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HANNO DETTO

Jacobelli: «Il Milan ha la classifica che si merita senza discussioni, Allegri grandissimo allenatore. Risultati o giochisti? Solo narrazione mediatica. E sul mercato e Maignan dico che…» – ESCLUSIVA

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Jacobelli

Jacobelli, noto giornalista, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni. Tanti i temi affrontati: dalla corsa scudetto al lavoro di Allegri in rossonero

Xavier Jacobelli ha parlato in esclusiva ai microfoni di Milannews24. Di seguito tutte le sue dichiarazioni:

Il Milan passa a Como e consolida il secondo posto: come valuta la gara e il percorso dei rossoneri fino a questo momento?

«Direi che questi tre punti conquistati al Senigaglia valgono doppio perchè intanto hanno consentito al Milan di rimanere nella scia dell’Inter che altrimenti avrebbe incrementato il suo vantaggio sui rossoneri e sulle dirette inseguitrici. Inoltre valgono doppio perchè ottenuti contro un grande Como. Io credo che soprattutto nella prima ora di gioco la formazione di Fabregas abbia confermato una volta di più la brillantezza e la qualità del suo gioco. I meriti del Milan riconducibili innanzitutto a Maignan che con almeno tre parate ha confermato la statura da portiere internazionale (Allegri lo ha infatti definito uno dei primi tre portieri al mondo); e poi Rabiot che incarna lo spirito del Milan che cambia in maniera camaleontica l’assetto tattico. Io credo che debba essere evidenziato questo aspetto del Milan di Allegri. Una squadra che non disdegna di lottare e di difendersi quando gli avversari prendono il comando del gioco e poi colpisce al momento giusto come è accaduto a Como. Va ricordato che la formazione di Fabregas non aveva mai perso in casa quest’anno».

Ha ripreso quota, a livello mediatico e soprattutto prima e dopo Como-Milan, l’eterno dibattto tra risultatisti e giochisti. Lei da che parte si schiera?

«Il dibattito tra risultati e giochisti è un tema più mediatico che reale. La verità è che ognuno ama il calcio che preferisce ma sempre considerato il bagaglio tecnico e di esperienze di ciascun allenatore. In questo senso è evidente come Fabregas, scuola Barcellona, non possa sposare la teoria del corto muso come è altrettanto evidente che Allegri, l’allenatore più vittorioso in ambito italiano avendo vinto 6 scudetti tra Milan e Juve, oltre ad altri 12 trofei in bianconero e due finali di Champions League, perseveri nel portare avanti il calcio che più gli piace anche rispetto alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Alla fine basta citare un antico adagio cinese: “Non importa che il gatto sia bianco o nero, in questo caso rosso o nero, l’importante è che mangi il topo”. E mi pare che da questo punto di vista Allegri abbia buoni motivi di soddisfazione».

In questi giorni potrebbe arrivare l’agognato rinnovo di Mike Maignan. Che impatto avrebbe una mossa del genere su tutto l’ambiente rossonero?

«L’eventuale rinnovo di Maignan avrebbe un impatto corroborante su tutto l’ambiente rossonero. Questo è dimostrato anche dalla proposta economica fatta dal Milan: cinque anni di contratto per un portiere trentenne, tra i più forti al mondo e che è tornato sui livelli dell’anno dell’ultimo scudetto, titolo di cui è stato indiscusso protagonista. Nella carriera di un grande portiere possono esserci annate dove non si è all’altezza delle precedenti ma il valore assoluto di Maignan è indiscusso e indiscutibile e bene fanno il Milan ed Allegri a tenerselo stretto. Il livornese lo ha ribadito anche dopo Como. Ci sono giocatori che valgono 100 milioni, magari esagerando, e altri che ne valgono meno. Maignan è un grande campione, il Milan fa benissimo ad accelerare le pratiche per il rinnovo perchè il francese è un caposaldo dei rossoneri».

Siamo nel pieno del mercato di riparazione. Cosa servirebbe al Milan oltre Fullkrug?

«Un innesto in difesa per il Milan sarebbe necessario solo se ne valesse la pena, ovvero se il Milan trovasse sul mercato un difensore da Milan. Come giustamente ricordato l’avvento di Allegri ha decisamente migliorato il rendimento della retroguardia rossonera. In particolare ci tengo a sottolineare la crescita di Gabbia. L’italiano è diventato un elemento centrale dell’intera squadra di Allegri. Il mercato di gennaio viene definito mercato di riparazione al quale attingono squadre in difficoltà o che lamentano alcune carenze strutturali, ovviamente se il bilancio lo permette. Per quanto riguarda Fullkrug, per il momento a me è piaciuto molto. Nonostante il problema al dito del piede si è messo a disposizione della squadra ed è entrato con una grandissima cattiveria agonistica. Dal mio punto di vista è un attaccante che darà un contributo rilevante nel proseguo della stagione. Per quanto riguarda la difesa vedremo se ci saranno possibilità da qui a febbraio anche se onestamente in giro difensori da Milan non ne vedo. A volte il mercato anche in extremis fornisce delle opportunità che inizialmente sembrano inaspettate. Va ricordato comunque che a livello di organico il Milan, non giocando le coppe europee, non ha le stesse necessità delle squadre in esse impegnate».

Allargando il discorso alla corsa scudetto e Champions League in Serie A, come valuta il percorso delle rivali del Milan e l’avvento di Spalletti sulla panchina della Juve?

«A prescindere dai dibattiti sul gioco un dato è incontrovertibile: la classifica non mente. E la classifica dice che in questo momento l’Inter è legittimamente la capolista del campionato, vanta il miglior attacco, vanta il capocannoniere, che è in grande forma, e un reparto offensivo che a mio avviso è il migliore della Serie A. Il Milan dal canto suo merita il secondo posto e sarebbe addirittura più in alto se non avesse perso diversi punti con le cosiddette piccole. Ma questo nell’arco di una stagione ci sta. Nelle prossime settimane conosceremo anche chi andrà avanti in coppa e chi invece si dovrà fermare: questo è un aspetto che inciderà molto in primavera visto che gli scudetti si decidono solitamente da marzo in poi, aspetto che Allegri sottolinea spesso. In questo momento, con caratteristiche diverse, Inter e Milan denotano una condizione migliore rispetto al Napoli che arriva da tre pareggi consecutivi e che paga, a proposito di organico, la costante emergenza infortuni nonostante l’ultima vittoria contro il Sassuolo. In questo senso McTominay ha ragione quando dopo l’Inter ha sottolineato tutte le assenze della squadra di Conte ipotizzando che uno scenario simile per l’Inter in riferimento ai vari Barella, Calhanoglu, Lautaro e via dicendo. Per quanto riguarda la Juve, Spalletti si è insediato sulla panchina bianconera il 30 ottobre e sotto la sua guida finora, in 15 partite, ne ha persa soltanto una, quella col Napoli, in Champions si è rimessa in carreggiata con le ultime due gare che saranno decisive (contro Benfica in casa e Monaco in trasferta) ma soprattutto è migliorata come organizzazione di gioco. David ha cominciato a segnare con regolarità, ed era strano non lo facesse prima viste le sue medie in Francia. Lo stesso Zhegrova sta migliorando dopo il lungo periodo di inattività. Miretti è un calciatore recuperato. La Juve si candida quindi quantomeno ad un posto nella prossima Champions League nonostante l’ultimo scivolone col Cagliari. Champions League che è poi l’obiettivo minimo del Milan. Come ricorda sempre Galliani la Champions è l’habitat naturale del Milan. Per capire quanto sia importante a livello economico e non solo sportivo basti dare un’occhiata all’elenco ufficiale del montepremi UEFA degli incassi delle italiane nella scorsa campagna europea. L’Inter ha incassato 133 milioni, l’Atalanta 69 circa, 68 la Juventus, 35 il Bologna. Il Milan che ha incassato una cifra superiore ai 64 milioni di euro deve fare i conti con i mancati introiti in questa annata».

Cosa ne pensa della prudenza di Allegri nel dichiarare apertamente le ambizioni scudetto del Milan?

«In questo momento Allegri fa benissimo a dire che il Milan non sia la favorita per lo scudetto ma a marzo si vedrà la situazione di classifica e si faranno altri discorsi. Allegri è sornione e anche per questo è uno dei migliori allenatori. Sarà solo in primavera che capiremo se le mosse di mercato delle squadre che hanno attinto ad esso avranno pagato o meno».

A mio avviso una menzione particolare va fatta per Maurizio Sarri: nonostante l’estate complicata col mercato bloccato è rimasto sulla panchina della Lazio uscendo dalla sua comfort zone tattica e diventato un tecnico più pragmatico. Cosa ne pensa?

«Sottoscrivo ogni singola parola. Quando Sarri ha firmato per la Lazio, e lo ha detto lui stesso, ignorava il blocco del mercato estivo quindi si è ritrovato con un organico che non poteva essere potenziato. Nonostante questo la Lazio, nonostante le difficoltà incontrate e le due partenze eccellenti in gennaio di Guendouzi e Castellanos, non ha esitato ad adattarsi mettendo da parte anche alcune convinzioni dello stesso Sarri. In qualche frangente del campionato abbiamo visto anche la Lazio giocare in contropiede, cosa che sarebbe stata impensabile ai tempi del Napoli di Sarri, ma ha fatto di necessità virtù. Questo dimostra la caratura di un tecnico che ha legato il suo nome all’ultimo scudetto della Juve che risale al 2020 dopo il quale c’è stata soltanto la Coppa Italia rivinta da Massimiliano Allegri nel 2024. Sarri è stato un uomo resiliente e soprattutto di parola perchè probabilmente altri al suo posto, l’ha detto lui stesso, se ne sarebbero andati. Sarri invece è rimasto è questa è una nota di merito per il tecnico toscano».

Quote Milan Lecce

QUOTE MILAN LECCE – Gli uomini di Allegri affrontano il Lecce in casa, a caccia di tre punti per non perdere contatto con la testa della classifica e dare continuità alla buona prova contro il Como.
La quota SEGNA GOL TEAM CASA (il MIlan fa almeno un gol) è data a 6.00 su LOTTOMATICA e GOLDBET grazie alla super quota maggiorata offerta ai nuovi clienti tramite link.
La stessa giocata è quotata 1.05 su Snai.

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