HANNO DETTO
Bianchin e il rendimento di Estupinan: «Qualcuno rimpiange Theo Hernandez, ma non quello dell’ultimo anno in rossonero…»
Bianchin, sulla Gazzetta.it, ha parlato così delle recenti prestazioni di Estupinan e il rimpianto di Theo Hernandez
Il rendimento di Pervis Estupinan sta diventando un vero e proprio rompicapo per il Milan di Massimiliano Allegri. Secondo Luca Bianchin, intervenuto su gazzetta.it, l’esterno ecuadoriano «sembra un uomo in crisi di identità», protagonista di una prestazione preoccupante nell’ultima uscita contro la Fiorentina. Il giornalista sottolinea una serie di errori tecnici e scelte tattiche discutibili: «Sbaglia giocate semplici e dà l’impressione di essere in confusione», come dimostrato dal pallone regalato a Gudmundsson e dal giallo speso ingenuamente su Kean a centrocampo.
Questa involuzione non è un caso isolato, ma sembra seguire un copione già visto a Milanello. Bianchin richiama alla mente i «precedenti che aleggiano su Milanello», ricordando come negli ultimi anni il rapporto tra il Milan e i suoi terzini sia stato caratterizzato da storie tese e pochissima tranquillità. Il paragone più ingombrante è quello con Theo Hernandez, passato da stella a «indesiderato disturbatore da spogliatoio» prima della cessione all’Al Hilal, un addio che oggi lascia molti tifosi sospesi tra il rimpianto e la necessità di voltare pagina.
Bianchin, dal flop di Emerson Royal alla sorpresa dei giovani
Il declino di Estupinan ricorda da vicino la parabola di Emerson Royal, che solo un anno fa visse una rottura totale con l’ambiente: «Per i tifosi non era da Milan; per lui, loro erano troppo duri». Una situazione di stallo che sembra riproporsi oggi, con un giocatore che appare schiacciato dalla sopravvalutazione del pericolo e dalla pressione di San Siro. Anche il ricordo di Sergiño Dest, arrivato dal Barcellona nel post-scudetto senza mai incidere, contribuisce a rendere l’atmosfera attorno alla fascia sinistra ancora più pesante.
In questo scenario desolante per gli investimenti di mercato, Bianchin evidenzia un paradosso interessante: «I migliori, alla fine, sono stati due ragazzi: Jimenez e Bartesaghi». Mentre i grandi nomi faticano a trovare la propria dimensione, i giovani cresciuti o lanciati dal vivaio sembrano essere gli unici in grado di garantire affidabilità e spensieratezza. Il Milan si trova ora davanti a un bivio: insistere su un Estupinan palesemente fuori giri o dare definitivamente spazio alla linea verde che tanto bene ha fatto quando chiamata in causa.