Juve trionfante in Europa: ci pensa Sheva a ricordare le gerarchie

Sheva
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Sheva parla del proprio passato al Milan e di quella straordinaria notte di Manchester che consegno al Milan la finale contro la Juve

Intervistato da DAZN, Andrij Shevhcenko ha parlato dei momento successivi al suo arrivo al Milan: «Ero felicissimo, fu un momento speciale. Il numero 7? Ricordo che arrivò Ibrahim Ba, mi disse ‘Se vuoi ti lascio questo numero’. Io ringraziai, era perfetto. Due giorni dopo mi chiamò un amico d’infanzia e mi disse che in ebraico “sette” si diche “sheva”. Io non ci potevo credere, mi disse che mi avrebbe portato fortuna e così è stato. Il rapporto speciale con la gente del Milan è sempre dentro il mio cuore, le emozioni che ho provato sono indescrivibili». Con la maglia del Milan Sheva collezionò 175 gol in 322 presenze conquistando per ben 5 volte la classifica capocannoniere della Serie A, uno scudetto, una coppa italia, una Supercoppa italiana, una supercoppa europea e una Champions League.

SUL SUCCESSO DI MANCHESTER –  «La vittoria più bella? Senza dubbio la finale di Manchester contro la Juventus. Quella era una Juve fortissima, a Old Trafford che è uno stadio speciale, per la mia prima finale: è stata la partita più importante della mia vita. Il rigore? Non dimenticherò mai quei 12-15 secondi, quelli in cui camminavo da metà campo per andare a tirare. In quei momenti ti passa tutta la vita davanti, da quando sei bambino, cresci con i tuoi sogni e capisci che adesso in quel momento puoi realizzarli. Quando andavo mi dicevo di restare sicuro, di tirare come già sapevo, di non cambiare idea. Guardavo l’arbitro, poi la palla, poi Buffon, finalmente ho sentito il fischio e ho calciato come ho voluto».