Pioli in conferenza: «Nessun caso Ibra-Paquetà, facciamo il massimo e vedremo cosa succederà»
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Pioli in conferenza: «Nessun caso Ibra-Paquetà, facciamo il massimo e vedremo cosa succederà»

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Il tecnico rossonero Stefano Pioli ha parlato nella consueta conferenza stampa della vigilia di Fiorentina-Milan

Stefano Pioli, tecnico rossonero, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Fiorentina-Milan. Ecco le sue dichiarazioni:

Sull’episodio Ibra-Paquetà – «L’episodio non è vero. Se ci sono delle discussioni in allenamento dove puoi incitare un compagno sì, ma non creiamo casi che non esistono. Il gruppo è compatto e percorre insieme un’unica strada»

Sulle idee trasmesse alla squadra – «Credo che i nostri tifosi lo stiano avvertendo che la squadra vuole dare il massimo. Io chiedo di uscire dal campo stremati, questo è quello che cerco di insegnare. Dobbiamo dimostrare di essere degni di indossare questa maglia. Con questo spirito possiamo ottenere certi risultati. Facciamo un lavoro bellissimo ma se timbri solo il cartellino non vai da nessuna parte. Io ho avuto la fortuna di fare l’allenatore,ma i giocatori devono pensare di far bene per 10-15 anni perchè dietro a quello c’è il resto della loro vita. Lavorare bene, mangiare bene e riposare bene»

Su Calhanoglu e Kessie – «Sta bene, ha avuto una cosa lieve che però non gli ha permesso di giocare contro il Torino. Domani può giocare. Kessie sta giocando bene, deve avere maggiore pulizia nelle scelte»

Sulla classifica – «Dobbiamo fare il massimo che possiamo e continuare su questo trend di prestazioni. Abbiamo dimostrato di giocare alla pari con le grandi del campionato ma dobbiamo confermarlo. Domani è importantissima, quando rincorri devi avere la presunzione di puntare alla perfezione, al successo. Sarà difficile, a Firenze ci ho lavorato, ci sarà tanto da fare. Dobbiamo fare molti più punti rispetto al girone d’andata dove abbiamo fatto otto punti in queste partite. Dobbiamo spingere»

Su Musacchio – «Nessun caso, ha avuto un indurimento al polpaccio. In Coppa Italia doveva giocare, ma poi ha avvertito un fastidio ad un muscolo del polpaccio e quindi ho fatto giocato Kjaer. Se si fosse rifiutato di entrare, non sarebbe stato convocato per domani»

Su Ibra – «Rispetto, è un grande professionista. C’è rispetto dei ruoli e fiducia reciproca. Questa è la cosa più importante, perchè i giocatori devono avere stima nei tuoi confronti. Sennò le cose entrano da una parte escono dall’altra. Ho un ottimo rapporto con tutti i giocatori»

Sul futuro – «Che il tuo lavoro venga ritenuto positivo è una cosa che fa piacere. Nessun allenatore può essere confermato a prescindere dai risultati. Noi dobbiamo pensare a fare ogni domenica. Io non seguo tutte le voci e non posso parlare ogni volta del futuro. Io penso solo al presente, dobbiamo fare il massimo e poi vedremo cosa succederà»

Ancora su Ibra – «Il fatto di avere un esempio di tanta determinazione e ambizione come Ibra, può farci bene. Se Ibra è diventato un campione e un giocatore unico è perchè ha sempre fame e voglia di migliorarsi»

Sulla presunta spaccatura in società – «La squadra si sta allenando bene, qui si respira una bella atmosfera. Noi possiamo determinare le cose sul campo, non possiamo sprecare energie per altre cose. La nostra priorità è pensare al presente»

Sulla Fiorentina – «E’ cambiata la proprietà, la nuova proprietà ha cambiato atteggiamento e predisposizione di una città. C’è convinzione, entusiasmo e saranno carichi dopo l’ultima vittoria. Dovremo fare una prestazione da Milan per vincere»

Sulla condizione fisica – «I non convocati sono Duarte, Biglia, Kjaer e Krunic. Gli altri stanno bene. Abbiamo bisogno di migliorare ancora la nostra classifica, 14 partite sono tante, ma abbiamo fretta di migliorare. Anche domani mi aspetto attenzione e fiducia, la Fiorentina ci farà lavorare tanto»

Su Astori – «Davide è dentro di me sempre. Ho avuto onore e piacere di conoscerlo. Ho pensato, visto che era cresciuto con il Milan, che potesse essere contento che oggi sono qui. Sono uscito migliore da questa situazione come persona e come tecnico. Abbiamo dovuto gestire una situazione alla quale non eravamo preparati. Mi ha aperto strade e orizzonti che prima non avevo intrapreso. Non l’avrei mai voluta vivere ma sono migliore adesso».

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