Paquetà, che impatto! Con Kakà però non c’entra nulla

Paqueta
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Questo primo mese di Paquetà al Milan ha convinto tutti. Il brasiliano ha messo in mostra grandi doti, ma il paragone con Kakà è inutile

Quando si parla di brasiliani, la mente di ogni tifoso rossoneri che si rispetti inizia a viaggiare nel tempo, ricordando con quella nostalgia mischiata ad un pizzico di malinconia le vecchie glorie passate. Quando poi negli scorsi mesi è spuntata la notizia di un affare concluso da parte di Leonardo per aggiudicarsi le prestazioni di Lucas Paquetà, giovane promessa brasiliana in forza al Flamengo, l’addizione è stata scontata e immediata. Quando un brasiliano arriva al Milan non si tratta di un evento qualunque; stiamo parlando di un avvenimento quasi romantico, un piacevole rito. Le aspettative sull’attuale numero 39 rossonero sono subito state altissime e Paquetà non ha esitato a soddisfarle tutte fin da subito. Il centrocampista nato a Rio De Janeiro ha però messo in mostra, in questo primo mese milanista, doti atipiche per la sua provenienza.

A stupire di Paquetà sono infatti state subito la preparazione tattica, la disciplina anche in fase di copertura e l’estrema puntualità nei movimenti senza palla. La tecnica è sempre quella di un brasiliano, ma non è quest’ultima ad aver colpito di lui. Ecco perché ogni tifoso del Milan dovrebbe scordarsi ogni tipo di paragone con Kakà. Stiamo parlando di due giocatori completamente differenti, con caratteristiche e propensioni non opposte, ma comunque parallele. Quando Gattuso ripete più volte in conferenza che siamo di fronte ad un giocatore «più europeo che brasiliano» dice  la sacrosanta verità. Paquetà è forte, molto forte e Leonardo ancora una volta ha messo a segno un grande colpo. Cerchiamo di evitare però di dover necessariamente rivedere in lui la nostra proiezione nostalgica di Kakà, perché perderemmo tempo. Godiamoci questo nuovo giocatore e attendiamo tranquilli che si faccia ricordare per ciò che è veramente: i paragoni sono perdite di tempo.

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