Niente caccia al colpevole: semplicemente non meritiamo di andare in Champions

Kessie
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Gattuso, la squadra, la società: basta. Oggi finisce il sogno Champions (anche se la classifica non ci condanna) perché siamo mediocri

La sconfitta di questa sera allo stadio Comunale di Torino contro i granata di Walter Mazzarri spegne definitivamente (anche se la classifica ancora ci da margine) i sogni da Champions del Milan. Una gara sulla scia della pessima prestazione dell’Olimpico di questa settimana e che scansa ogni dubbio di sorta: questo Milan non è da Champions. Inutile girare intorno alla scena del delitto, inutile dare la caccia ai colpevoli. Questo Milan è mediocre (cioè da metà classifica, dove concluderà l’annata) sia per qualità tecniche e sia per qualità mentali.

Il Torino ha meritatamente vinto così come la Lazio mercoledì scorso e come la Juventus e la Sampdoria qualche settimana fa. Niente scuse, niente alibi. Il Milan non è una squadra che per rosa, per qualità dello staff tecnico e scelte societarie può ambire alle prime quattro posizioni del, pur modesto, campionato italiano. L’annata dei rossoneri però non si è conclusa oggi ma nel derby: fu quella partita, quella sconfitta giunta dopo 5 successi consecutivi a far smettere il Milan di essere una squadra competitiva.

Ora l’unica cosa da fare e rimboccarsi le maniche e cambiare con razionalità: ricostruire sulle macerie dei disastri fatti da Massimiliano Mirabelli cancellando il più possibile degli acquisti fatti dal dirigente calabrese due estati fa e puntare fortemente sulle poche certezze di cui questo Milan dispone: Piatek, Paquetà, Cutrone, Donnarumma e Romagnoli. Il resto DEVE essere da sacrificare, DEVE essere considerato il passato. Perché questo Milan è mediocre e con la mediocrità non si fanno passi avanti neanche provandoci.
Per ultimo l’allenatore: Gattuso ha avuto dei meriti e dei demeriti reali ed evidenti dettati dall’inesperienza ma tutto si allinea alla mediocrità del quadro generale. Domani accanto ad una squadra degna di questo nome occorrerà abbinare un progetto tecnico reale fatto da un ALLENATORE esperto. Perché per poter ambire a grandi traguardi bisogna, per primi, trattare il Milan come un punto d’arrivo e non un trampolino.