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Milan e Inter, sentite l’assessore Maran: «San Siro non verrà abbattuto, quindi…»

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Milan e Inter proseguono i lavori di negoziazione con il comune per il nuovo stadio, ma intanto Maran si espone sul futuro di San Siro

Ecco le parole dell’assessore all’Urbanistica del comune di Milano attraverso Facebook in merito ai progetti per il nuovo stadio di Inter e Milan e cosa accadrà al Meazza.

«Uno dei temi della città dei prossimi anni riguarda il futuro dell’area di San Siro. Il Milan e l’Inter ci hanno presentato mesi fa una proposta per costruire un nuovo stadio a fianco all’attuale Giuseppe Meazza secondo la legge stadi, un obiettivo che ci hanno confermato anche in questo momento di incertezze economiche a livello globale. Il nostro obiettivo iniziale era una forte ristrutturazione del Meazza, stadio meraviglioso ma non considerato più al passo coi tempi.

Tuttavia le squadre non reputano percorribile questa strada e ritengono che l’unica modalità possibile sia un nuovo impianto, da realizzare lì o in altri luoghi dell’Area Metropolitana. Nel corso dei mesi il progetto si è affinato e ha acquisito una serie di elementi interessanti per la vita della città, basati sulle richieste del consiglio comunale.

In particolare anzichè abbattere l’attuale Meazza (nel frattempo i beni culturali hanno stabilito che comunque non è vincolato) ne verrà preservata parte della struttura sia per ragioni estetiche, sia per farne da contenitore di un polo per lo sport di base aperto alla città e al quartiere. In generale l’idea di fondo è che quell’area, oggi un piastrone asfaltato con al centro lo stadio, non viva più solo i giorni della partita ma abbia attività che garantiscano frequentazioni ampie 7 giorni su 7, a cominciare dalla crescita del museo che è uno dei più frequentati della città. Sarà uno spazio quasi integralmente pedonale, coi parcheggi sotterranei e con almeno il raddoppio delle aree a verde rispetto all’attuale. Ci saranno quindi attività sportive, uffici, spazi congressi, spazi commerciali e di ristoro che cambieranno un po’ la tradizione della salamella al volo»

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